Che l’Etna erutti, va pure bene, mica lo si può sgridare per questo. Ma lo facesse con decenza, non fino al punto da bloccare i viaggiatori che non possono viaggiare in aereo e, soprattutto, senza impedire che Carlo Calenda possa ritornare a Roma quando gli paia più opportuno. Il leader di Azione non è l’unico ad avere disagi: sono numerosissimi i viaggiatori che lamentano una situazione di caos e lo esplicitano sui social, scrivendo di file interminabili e mancanza di informazioni. Ci si chiede perché l’Etna non si prenda la briga di avvisare delle sue eruzioni con anticipo o perché non invii dettagliate note stampa così da soddisfare la necessità di essere informati dei viaggiatori.
E dove lo mettiamo il giusto rispetto per l’onorevole Carlo Calenda? Uomo di notoria pazienza, è stato costretto a tuonare contro la Sicilia – “uno dei posti che amo di più al mondo” – con il brutto difetto di essere “trascurata come neanche un Paese del terzo mondo”. Perché alla fine qualcuno all’Etna glielo deve pur dire che “Non è possibile che se c’è un’eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti”. Non è insopportabile tanta maleducazione in un vulcano solo?
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