Quelli che “Se mi vedete scendere da un’auto blu, linciatemi”… E poi venne la domotica

di Giovanna Di Rosa #M5S twitter@gaiaitaliacom #IoVotoNO

 

Era il tempo della propaganda e in cui chiunque fosse contrario alle proposte impresentabile dell’invenzione populista di Grillo&Casaleggio era chiamato “pidiota”, veniva bullizzato sui social, insultato, messo alla gogna, insomma erano i tempi in cui le auto blu erano “il male assoluto”, dell’onestà sbandierata da Alessandro Di Battista che fingeva di essere comunista, e della scatoletta di tonno che andava aperta. Poi la “apritterono”

E furono cazzi. Perché venne l’oltre 32 per cento alle politiche, il momento in cui furono partito di maggioranza relativa, il momento in cui si allearono con la Lega, il momento in cui l’uomo che odiava le auto blu si trasformò in un inutile ministro del lavoro prima e poi in un ministro degli Esteri del quale non rimarrà fortunatamente traccia, ma di ciò che non ha fatto rimarrà invece segno profondo, del governo con gli eterni nemici pidioti, ma oggi amici per la pelle, tanto che si ritirano le querele, e insomma tutto ciò che rimane di quello che avevano promesso e non hanno mantenuto (nemmeno i controlli sul reddito di cittadinanza in scadenza, hanno mantenuto), rimane un assistenzialismo insensato e meridione-diretto, un gavettone sul vestitino, le grasse risate sulla triste locuzione coronavairus, e tutto quelli che hanno detto in passato sui godersi i privilegi della casta, prima di sostituirsi alla casta e goderne gli stessi privilegi e anche di più.

Naturalmente non bisogna nemmeno pensare lontanamente di rispondere all’invito di chi alle auto blu si è abituato semplicemente perché non sono più il mal assoluto, essendo cambiata la classe dirigente che la auto blu portano in giro, basterebbe ridicolizzarli come meritano.

E le sorprese non sono ancora finite. Perché hanno scoperto la domotica a 13 milioni di euro a botta (direttamente dal recovery Fund). State a vedere…

 

 

(21 settembre 2020)

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