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HomeNotizieMaternità surrogata, Gaynet: "Basta metafisica, servono regole per coppie etero e omosessuali"

Maternità surrogata, Gaynet: “Basta metafisica, servono regole per coppie etero e omosessuali”

di Paolo M. Minciotti

“La questione della gestazione per altri riguarda per oltre il 95% dei casi le coppie eterosessuali, perchè anche a sinistra ci si sveglia solo solo quando si parla di coppie omosessuali? Le famiglie arcobaleno sono state le uniche a produrre un codice etico per la GPA senza alcuno sfruttamento. Parlarne solo a proposito delle coppie omosessuali tradisce il solito pregiudizio per cui le persone LGBT+ non possono crescere una famiglia.”

Lo scrive Rosario Coco, Presidente di Gaynet, commentando le parole della capogruppo di Sinistra Verdi Luana Zanella. “Le rivendicazioni del movimento vertono nell’immediato su accesso all’adozione per single e coppie dello stesso sesso, anche non sposate, riconoscimento dei figli e delle figlie alla nascita, e di quelli già nati, anche per coppie non sposate (come per quelle etero), accesso ai percorsi di PMA alle donne single e alle coppie di donne, anche non sposate.  La questione della GPA, come anche le adozioni, riguarda invece una platea molto più ampia e necessità di una legge seria di regolamentazione che coinvolga diverse compagini sociali, come dimostra la proposta di legge elaborata dall’associazione Luca Coscioni e da altre realtà associative. Il compito del diritto è costruire delle regole e difendere le persone più deboli: pensare oggi di vietare la GPA significa promuovere attività clandestine in Paesi dove questa avviene senza alcun criterio. Pensare che il rapporto madre-figlio/a venga prima del diritto significa tornare all’idea del diritto di natura, argomento ampiamente dimostratosi fallace da oltre un secolo. Le esperienze di maternità sono tutte diverse, alcune purtroppo indesiderate, alcune traumatiche, altre volontariamente orientate al dono. Non è compito del diritto stabilire cosa sia eticamente giusto, ma, come per l’aborto, assicurarsi che siano tutelati i diritti di tutte le parti in causa, compreso l’accesso alle origini.  Aprire un dibattito sereno per la regolamentazione della GPA, quindi, è un compito ormai irrimandabile della società civile laica e democratica nel Paese” chiude Rosario Coco “che va ben oltre le questioni LGBT+, e che deve avere come stella polare l’impossibilità di ricorrere al proibizionismo e l’urgenza di tutelare le donne dallo sfruttamento economico”.

 

 

(17 marzo 2023)

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