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Quella che “affondare le navi dei migranti nei porti” ora parla de “l’Italia ha bisogno dei migranti”: come si cambia per non morire

di Giovanna Di Rosa

La rivoluzione meloniana nel suo pre-investitura come Regina d’Europa è quasi completa: ora, scoperta la necessità di importare migranti che vadano a spaccarsi la schiena per una miseria facendo i lavori che gli italiani non vogliono più fare nemmeno se li metti alla fame togliendogli il reddito di cittadinanza, la nuova Meloni è tutta un’accreditarsi  come donna di pace alla ricerca di accordi con i paesi di transito dei migranti, per trovare soluzioni necessarie, le stesse che erano necessarie anche quando si dovevano “affondare le navi dei migranti nei porti”.

Ottantacinquemila sono i migranti giunti in Italia durante il governo delle destre che volevano massacrarli metaforicamente tutti, ma poi hanno scoperto che i rave e le Ong sono di gran lunga più pericolosi e le leggi per metterli (quasi) fuorilegge molto più urgenti: succede quando non hai soluzioni alle questioni serie e ti rifugi nella propaganda; ma Meloni li zittisce, si rimbocca le maniche e convoca una conferenza di tutti i paesi coinvolti nel traffico di esseri umani – lo chiama addirittura così, in contrapposizione ai négher de suoi alleati trogloditi – sostenuta dal suo ministro degli Esteri e vicepremier Tajani che parla di “Roma crocevia di dialogo e confronto” – son diventati tutta una tolleranza, non sono commoventi? – mentre infuriano le polemiche perché tra i Paesi invitati alla conferenza ci sono anche i rappresentanti di Tunisia e Egitto (toccherà capire che gli accordi si fanno anche con quelli con cui non andremmo a cena, che ne dite…). Dei risultati della Conferenza internazionale su sviluppo e migrazioni si sa pochino, se non che l’accento garbatelliano dell’oratoria meloniana si manifesta anche nel suo inglese, formalmente ottimo, ma viene reso noto che i risultati verranno trasmessi all’Onu.

E’ Rainews ad informare come segue

“Considerando l’elevata rilevanza delle questioni discusse oggi, i partecipanti hanno concordato che queste conclusioni saranno trasmesse al Segretario Generale delle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni e istituzioni internazionali e regionali pertinenti”. È quanto si legge nel documento finale della Conferenza internazionale di Roma su sviluppo e migrazioni andata in scena oggi alla Farnesina.
I partecipanti alla Conferenza di Roma su sviluppo e migrazione hanno concordato che gli impegni presi “saranno definiti in un piano d’azione”. È quanto si legge nelle conclusioni del vertice. “A tale scopo – viene spiegato – sarà istituita una rete di rappresentanti dei partecipanti alla conferenza che si incontreranno regolarmente per identificare i meccanismi di coordinamento e seguire l’attuazione del piano d’azione”. Delle riunioni di follow-up potranno essere previste “in parallelo con i grandi eventi dell’agenda internazionale, come il Summit Italia-Africa in autunno, il Summit del G20 in India e la COP 28 negli Emirati Arabi Uniti a novembre-dicembre”.


Dunque qualche risultato deve esserci stato

E’ dunque certo che qualche risultato deve essere arrivato e qualche decisione deve essere stata presa, ma di certo si sa, sempre per opera di Rainews, che per Meloni le cose sono diverse da com’erano. Lo spiega lei stessa quando dice: “Fino a ieri noi avevamo questa mentalità per la quale la migrazione non si può limitare e i confini non esistono. Non è il mio approccio: i confini esistono e l’immigrazione va governata”. E’ difficile darle torto perché quando vende buon senso non ha rivali, ma la traduzione del suo buon dire va aggiornata in un fino a ieri volevamo affondare le barche dei migranti e oggi scopriamo che ne abbiamo un bisogno fottuto dunque l’immigrazione va governata. Poi venne la ferma condanna della presidente del Consiglio sul “mancato rinnovo dell’accordo sul grano. Usare come arma di guerra un bene che sfama è, come già detto, un’offesa all’umanità. Dobbiamo lavorare a una via diplomatica per l’accordo, ma la comunità internazionale deve dare il massimo sostegno ai Paesi africani”.

Su ciò che praticamente si andrà a fare per governare i migranti, decisioni di Piantedosi sempre ben consigliato a parte – tipo un migliaio di chilometri in più via nave a gente già spossata da viaggi, fame, sete, torture e soprusi –  la decisione di Meloni di operare per il bene (suo, prima di tutto, poi staremo a vedere) e di accreditarsi come la premier che salvò l’Italia dai mali del mondo spinge verso direzioni che nessuno avrebbe mai immaginato. Manca solo l’accordo col PD. Poi ci sono i silenzi di Salvini da considerare come bombe a grappolo, ma questa è un’altra storia…

 

(24 luglio 2023)

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