Della bionda urlatrice che veste i panni della paladina dei diritti di lesbiche, gay e trans ne facciamo anche a meno

foto: fanpage.it

di Paolo. M. Minciotti #LGBTI twitter@gaiaitaliacom #Maiconladestra

 

La Le Pen della Garbatella è riuscita a tentare di rifarsi una verginità politica pro-lesbiche, gay e trans, approfittando cinicamente – cioè in modo squisitamente politico – dell’omicidio della diciottenne ad Acerra da parte del fratello che non sopportava che la giovane avesse una relazione con un uomo trans.

Meloni è la leader di quel partito di estrema destra i cui esponenti hanno cosparso di disinfettante un rappresentante di Europa Verde che stava facendo la sua campagna elettorale e che, guarda caso, è anche gay.

Poi, sfolgorante nel suo look filo Le Pen ecco l’intervento della leader che qualche volta parla anche sottovoce, per dire “Basta” alla violenza su lesbiche, gay, trans e sulle donne, che arriva come un fulmine a ciel sereno e più che apparire come una svolta duratura sa soltanto di messaggio a fini elettorali, essendo le scorribande degli esponenti e di certi isciritti-simpatizzanto del suo partito – da Colleferro al citato banchetto di Europa Verde – un po’ esagerate diciamo, e c’è bisogno di apparire civili.

Ma l’apparenza inganna. E tocca andare a vedere quali sono le posizioni di Fratelli d’Italia sulle reali questioni che investono la vita delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans. E poi cosa il post dice sul serio.

  • “Aboliremo le Unioni Civili”, era il gennaio 2018. Sul palco del Family Day insieme a Gasparri e Salvini c’era Meloni. Avvallavano con la loro presenza la dichiarazione di Eugenia Roccella che diceva: leggi come questa “portano verso la fine dell’umano”;
  • “Gli omosessuali in Italia non sono discriminati”, nel luglio scorso, insieme all’inseparabile Salvini; in piazza contro la legge sull’omofobia minimizzando le aggressioni – tanto non le subiscono loro;
  • Contro la Legge Zan, “Proposta di legge profondamente sbagliata” alla presentazione del libro “Omofobi per legge? Colpevoli di non aver commesso il fatto”, curato da Alfredo Mantovano. Era il 14 luglio 2020;
  • “Considero l’utero in affitto una pratica barbara”, facendo di tutta l’erba un fascio, nella stessa data, mentre diceva che “Il vero obiettivo della proposta di legge Zan sull’omofobia è quello di introdurre un reato di opinione”;
  • “Metteranno in galera chi è contro l’utero in affitto”, sempre in compagnia di Salvini, tuonando in Piazza del Popolo una delle tante bugie mirate a discriminare le persone LGBTI. Era il 7 luglio 2020 (e la piazza era vuota per tre quarti);
  • Manifestanti in piazza Montecitorio contro ddl Zan, c’erano anche Salvini e of course Meloni. Era il 16 luglio 2020 e lei diceva “Se dico che utero in affitto è barbarie, quella è discriminazione? E’ odio? Per me è amore, una madre non deve essere messa nella condizione di vendere un figlio…”, perché prima di tutto bisogna creare confusione e giocare sull’equivoco. La legge contro l’omofobia di quella roba lì non parla.

E si potrebbe continuare. Quindi come un fulmine a ciel sereno la conversione sulla via del Pride della le Pen della Garbatella, parole dolci, suadenti e un post che si commenta da sé.

 

Un pensiero e una preghiera per Maria Paola, strappata alla vita a 20 anni per mano di suo fratello.
Tanta la violenza…

Pubblicato da Giorgia Meloni su Domenica 13 settembre 2020

 

Ma non c’è empatia. Non c’è nulla. Il post non dice niente, non è antiomofobo, non è nemmeno dalla parte della giovane uccisa, è vuoto e opportunista. Ed è semplicemente mirato all’elettorato intollerante, omofobo e razzista di Fratelli d’Italia; c’è il solito giustizialismo (definisce il reo-confesso “schifoso assassino” prima della sentenza definitiva); è ammantato di buonismo da licenza elementare e non presenta nessuna denuncia reale: perché Meloni si guarda bene dal dire che l’omicidio è stato dettato dall’odio contro l’orientamento sessuale presunto della sorella e dalla incapacità di accettare che il compagno della sorella fosse un uomo. Falsi sorrisi e parole vuote. Questo è la leader di Fratelli d’Italia che cerca qualche voto in più – è il suo mestiere, ma anche il cinismo e l’opportunismo hanno fatto il loro tempo. Così come i discorsi che solo nella cucina dell’appartamento di fronte si possono considerare dalla parte delle vittime.

Davvero non bastano quattro parole di circostanza per cambiare un’intera storia di pregiudizi ed odio omotransfobico. Nessuno ci casca più.

 

(14 settembre 2020)

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