Epicentro alla Solfatara di Pozzuoli (erano le 19.46 di venerdì 31 luglio) la scossa di magnitudo 4.7, fa tremare la terra. Tutto nelle case tutto si muove, i monitor dei computer oscillano sulla scrivania, alcuni oggetti cadono. La gente si precipita in strada. Poi si scoprirà che ci sono stai feriti. E che alcune famiglie hanno dovuto lasciare le loro case. Danni a Pozzuoli.
E’ il complesso vulcanico dei Campi Flegrei, situato a ovest di Napoli (zona abitata da almeno un milione e mezzo di persone), da anni interessato dal fenomeno del bradisismo, periodico sollevamento e abbassamento del suolo accompagnato da frequenti scosse sismiche. Un continuo stress tellurico che mette a dura prova le infrastrutture e gli edifici dell’area, in particolare nei comuni di Pozzuoli e Bacoli. Tra le criticità più gravi spicca il nodo delle abitazioni evacuate ed abbandonate nel corso dei vari bradisismi e delle recenti crisi sismiche. Molti di questi immobili sono lasciati incustoditi a causa dell’inagibilità strutturale e dell’assenza di interventi di messa in sicurezza.
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Un doppio degrado progressivo che rappresenta un ulteriore fonte di rischio: da un lato minacciano l’incolumità pubblica in caso di crolli durante nuove scosse, dall’altro alimentano fenomeni di sciacallaggio e degrado urbano. Le istituzioni locali e nazionali cercano di bilanciare la gestione dell’emergenza sismica con piani di bradisismo e interventi di restauro o demolizione, ma la complessità del territorio rende il recupero di queste case abbandonate una sfida complessa ed estremamente delicata per la sicurezza dell’intera popolazione flegrea.
I feriti sono 21, due piuttosto gravi, gli sfollati 250; nel dettaglio sono circa 130 nuclei familiari sgomberati a Pozzuoli e nelle zone limitrofe.
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