Napoli è al tredicesimo posto in Italia per numero di reati, che nel 2025 sono calati, ma questo dato da solo non basta, ha spiegato il Sindaco, perché bisogna guardare anche a come i cittadini percepiscono la loro sicurezza, soprattutto in alcuni orari e in alcuni luoghi della città. Un problema, ha sottolineato, che non può essere sottovalutato.
Ci sono due grandi filoni su cui lavorare, secondo il Sindaco: da una parte il controllo del territorio e la repressione, dall’altra il miglioramento delle condizioni di sviluppo urbano, per superare quelle condizioni ambientali che finiscono per influenzare la sicurezza.
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Il controllo, ha detto, va inteso sia in senso fisico che tecnologico. Quando l’amministrazione si è insediata ha trovato un sistema di videosorveglianza con la gran parte delle telecamere non funzionanti; oggi se ne contano 1.200, con un funzionamento al 90%. Il sistema è in fase di potenziamento e sarà esteso anche ad altri quartieri, come Ponticelli: le gare sono già in corso e i lavori dovrebbero completarsi entro fine anno. L’iter passa dalla Questura, che entro la fine dell’anno arriverà ad attivare 1.600 telecamere. Sono previste inoltre ulteriori telecamere sulle corsie preferenziali. Sul controllo fisico del territorio, ha ricordato, la Polizia locale dà un supporto alle Forze dell’ordine, a cui spetta la competenza. Sul presidio del territorio, specialmente nelle ore serali, il Sindaco ha riferito di essersi confrontato con il Ministro e con il Prefetto, mettendo a disposizione l’ausilio della Polizia municipale. A breve, ha annunciato, arriveranno altri 200 agenti, e sono stati richiesti fondi straordinari per ulteriori assunzioni. Il Sindaco ha poi affrontato il tema della sicurezza come vivibilità dei territori, fatta di diversi aspetti. Ha citato l’aspetto educativo e di sostegno alle famiglie, con un grande sforzo in corso sulla scuola, soprattutto scuola dell’infanzia, per garantire una pre-scolarizzazione che favorisca una nuova cittadinanza. Ha parlato della riqualificazione urbana delle aree degradate, spiegando che migliorare le condizioni abitative e il decoro urbano rappresenta un ulteriore tassello per la sicurezza. E ha menzionato l’educazione al rispetto degli spazi, ricordando il lavoro già avviato a piazza Garibaldi e a Porta Capuana insieme alle associazioni del territorio e agli enti del Terzo settore, con numerose iniziative avviate che vanno assolutamente rafforzate. Manfredi ha ribadito che la sicurezza è la difesa di un bene collettivo, che non è né di destra né di sinistra. Vanno tutelate soprattutto le persone più fragili, ha aggiunto, ricordando le tante situazioni di disagio, mentale e da dipendenze, che richiedono la collaborazione con le autorità sanitarie. Un tema complesso, ha concluso, che non può avere solo un approccio securitario ma passa anche attraverso il recupero delle fragilità e del disagio: una battaglia che richiede un approccio integrato e multidisciplinare, e che si vince tutti insieme.
Nel dibattito, Toti Lange ha riconosciuto al Sindaco un approccio concreto ai problemi, ricordando che la sicurezza non ha bandiere e non va vista come patrimonio della destra, ma va condivisa. Ha rilevato però l’assenza, nella relazione del sindaco, della parola “camorra”, nonostante la recrudescenza del fenomeno sul territorio: la camorra continua a condizionare la vita quotidiana dei napoletani. Ha chiesto segnali concreti verso i cittadini, citando ad esempio il cosiddetto “mercato degli stracci” come banco di prova della presenza dell’amministrazione, ribadendo che sulla sicurezza il sostegno deve essere trasversale. Antonio Bassolino (Misto) ha delineato un quadro preoccupante alla luce degli ultimi fatti, distinguendo tra un problema di ordine pubblico, di competenza statale, e uno di sicurezza urbana, più ampio e complesso. Ha indicato la camorra come il problema più grande, radicato nella società e nell’economia. Pur senza un nesso automatico tra camorra e violenza giovanile, ha ricordato che Napoli è tra le città con maggiore circolazione di armi, invitando a superare il rimpallo di competenze e a lavorare insieme, unendo repressione necessaria e prevenzione attraverso scuole e famiglie. Ha ribadito che per le forze democratiche di sinistra la sicurezza è un moderno diritto di cittadinanza, non un tema di destra. Sergio D’Angelo (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha invitato a riconoscere il collegamento tra camorra e criminalità minorile, richiamato anche dalla magistratura, sottolineando che le sole ricette securitarie non bastano: servono più investimenti nel sociale e nella scuola, accanto a interventi immediati anche di competenza comunale nel lungo periodo. Fulvio Fucito (Manfredi Sindaco) ha ricordato che la sicurezza va gestita a livello centrale, oggi affrontata con difficoltà dal Ministero, e ha chiesto maggiori investimenti in istruzione e politiche sociali per dare risposte diverse ai territori. Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha richiamato le radici antiche della violenza in città, indicando come vero nodo la nuova mappa criminale fondata su diseducazione e violenza giovanile. Ha criticato il ricorso da parte della polizia alle telecamere degli esercizi commerciali per individuare i responsabili di reati, chiedendo invece telecamere statali a presidio del territorio, insieme a un investimento su educazione e sensibilizzazione dei giovani. Rosario Andreozzi (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha ricordato le iniziative sociali già avviate in quartieri come Scampia, chiedendo di fare di più altrove attraverso un nuovo patto con la città, con strumenti di sostegno al reddito e investimenti sociali, unica via per sottrarre forze alla criminalità insieme al lavoro. Flavia Sorrentino (Difendi la Città) ha voluto lanciare un messaggio di speranza, richiamando l’iniziativa delle mamme per disarmare la città e la piazza gremita che ne è seguita, segno del recupero di identità e dignità della città contro gli stereotipi. Ha ribadito la necessità di combattere la criminalità organizzata in ogni sede, affiancando alle azioni di contrasto i simboli dello stato di diritto. In conclusione, l’assessore Puca ha inquadrato la violenza giovanile in un più ampio “caso Italia”, ricordando comunque che a Napoli la presenza della camorra complica il contesto, e che contro questa deriva criminale gli unici strumenti restano il lavoro e la cultura.
Il Sindaco ha ringraziato i consiglieri per i loro interventi e per la mozione unitaria presentata a dimostrazione del fatto che la sicurezza sia un bene comune. Sulla camorra va detto che il contrasto ad essa è fondamentale, così come combattere l’uso della violenza come strumento di potere. Questo è un tema su cui lavorare non solo con la repressione ma anche continuando con il lavoro quotidiano sul fronte educativo.
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L’Aula ha quindi esaminato e approvato all’unanimità la mozione di indirizzo “Emergenza sicurezza e promozione della legalità e dell’immagine di Montesanto e della città di Napoli”, prima firmataria la consigliera Alessandra Clemente (Partito Democratico), sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, con la richiesta al Governo di riconoscere l’emergenza di violenza in atto nella nostra città, di inasprimento delle pene per i reati connessi all’uso delle armi e investimenti nella prevenzione dei fatti criminosi e nei processi educativi. Proposta anche la costituzione di parte civile nei processi che seguono i fatti criminosi e l’organizzazione di una notte bianca a Montesanto.
Esaurito l’ordine dei lavori e verificata la presenza in Aula di 15 consiglieri, la seduta è stata sciolta e rinviata al pomeriggio del 7 luglio alle ore 16, in seconda convocazione, per l’esame degli ordini del giorno. Su proposta del consigliere Andreozzi, l’Aula ha inoltre approvato nella seduta di oggi un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, per sostenere la ripresa dei tirocini per i disoccupati di lunga durata.
Informa una nota stampa del Comune di Napoli pubblicata integralmente.
(6 giugno 2026)
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