‘Ndrangheta. Appalti pilotati: centotre milioni di euro sequestrati e il leghista Furgiuele indagato

di G.G. #Maiconsalvini twitter@gaiaitaliacom #Calabria

 

Sotto la santa benedizione del clan Piromalli si era creato un cartello di 57 imprenditori si è spartito tutti i lavori pubblici realizzati a Gioia Tauro e zone limitrofe. L’indagine della Guardia di Finanza che ha portato alla luce la faccenda non parla solo di imprese calabresi, ma anche di ditte romane, con sede in Toscana, Sicilia o Campania, tutte sotto l’aurea direzione del clan Piromalli. Lo scrive il quotidiano Repubblica.

Tra gli indagati un deputato regionale leghista, di quel partito che insieme a Fratelli d’Italia, in Calabria e in quanto a deputati e consiglieri di cui pentirsi,  sembra non essersi fatto mancare nulla. Poi la giustizia trarrà le sue conclusioni.

Si trattava, da parte del clan Piromalli di una vera e propria direzione d’orchestra effettuata “tramite i loro bracci economici e con la complicità di 11 funzionari comunali aggiustavano gare, assegnavano i lavori a ditte amiche, “dirigevano il traffico” in un sistema che prima o poi garantiva a tutti il suo pezzo di torta”.

Fra gli imprenditori coinvolti c’è anche il deputato leghista calabrese, Domenico Furgiuele, ex amministratore e titolare della maggioranza delle quote della Terina costruzioni, che si è affrettato ad abbandonare due mesi dopo la sua elezione. Furgiuele rimane indagato per due gare d’appalto, quella per l’eliporto dell’Ospedale di Polistena e quella per il ripristino della viabilità a Bandina, nei pressi di San Giorgio Morgeto. Secondo le dichiarazioni del procuratore aggiunto Gaetano Paci e il pm Gianluca Gelso, che con il coordinamento del procuratore capo Giovanni Bombardieri hanno diretto l’indagine, scrive ancora Repubblica – avrebbe messo la sua società a disposizione delle manovre dei Bagalà, espressione economica del clan Piromalli, per “aggiustare” le gare d’appalto.

Furgiuele, già segretario della Lega di Salvini, è quel rappresentante politico che dichiarava “La lotta alla ‘ndrangheta non è roba da fighetti” e che celebrava l’arrivo dell’allora ministro dell’Interno pre-suicidio da Papeete, dichiarando in una nota stampa,

La scelta del ministro degli Interni di trascorrere il Ferragosto in quei territori di Calabria dove lo Stato, in più di un’occasione, ha brillato per inesistenza riuscendo ad essere più latitante dei latitanti, è motivo di grande fierezza, e non credo per i soli militanti e simpatizzanti della Lega, il cui numero peraltro continua a crescere nella nostra regione».

Fighetti o no nell’operazione, denominata Waterfront, sono stati sequestrati 103 milioni di euro.

 

(30 maggio 2020)

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