di Redazione Sud
Mentre il governo Meloni è riuscito nella non facile impresa di discriminare tra i discriminati, segnando un altro passo verso il ritorno al Neanderthal fascistoide di questo paese, e dopo che sono scesi dalle navi i migranti giudicati “fragili” dai medici inviati dalla Guarda costiera italiana, le navi non vogliono partire senza avere fatto sbarcare i profughi altri, quelli che sono indegni perché fragili, ma nemmeno troppo (perché se vanno a lavorare nei campi a raccogliere pomodori in luoghi invisibili è meglio che averli tra i coglioni ripresi dalle telecamere).
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Alla Rise Above, 89 persone a bordo, è così stato assegnato il porto di Reggio Calabria, dove sono sbarcati tutti gli 89 migranti in una decisione governativa che sembra essere il preludio alla fine del gioco del piantare le bandierine sul culo degli altri.
E mentre il governo gioca con le vite dei migranti in una guerra che sembra tutta personale contro le Ong, continuano altri sbarchi di altri disperati su imbarcazioni altre che ce la fanno da sole a raggiungere la zona Sars italiana portati in salvo da Guardia Costiera, Guardia di Finanza e dalla Marina: alcune centinaia soltanto il 7 novembre, proprio mentre la sceneggiata contro le Ong andava avanti.
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(7 novembre 2022, ultimo aggiornamento 8 novembre 2022)
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