di Redazione, #Lopinione
“La trasmissione di PresaDiretta sulla ‘Ndrangheta mi ha lasciato sgomento, amarezza e rabbia: mi ha fatto capire che dopo quasi trenta anni dalle denunce il sistema mafioso è radicato ed è più forte che mai. E’ chiaro che la ‘ndrangheta è padrona del nostro Paese: da Milano a Roma, da Reggio Calabria a Torino, il potere mafioso tiene sotto scacco l’economia e la politica.
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Tutto passa dalle mani dei boss calabresi. A stringere patti con loro sono politici di destra e sinistra, imprenditori e logge massoniche. Un groviglio di malaffare nauseante che condiziona la nostra vita più di quanto la gente effettivamente riesca a percepire.
La nostra democrazia è profondamente malata ed in pericolo: le sue radici sono contaminate dal veleno dell’illegalità e della violenza. E’ necessario reagire con grande forza. L’apparato repressivo funziona davvero bene, grazie alla resilienza della Procura della D.D.A. di Catanzaro guidata dal dott. Gratteri, mentre è ancora troppo debole la risposta delle masse. Non basta, anche se è importante, manifestare una volta all’anno e limitarsi alla presentazione di libri per dar vita ad una continua azione antimafia.
Servono denunce contro il racket dell’estorsioni per smantellare il potere criminale. Abbiamo bisogno di un’antimafia militante, concreta, che attacchi socialmente il sistema mafioso di controllo del territorio. Noi dobbiamo avere il coraggio di scegliere da che parte stare: o si è con la libertà oppure con il malaffare. O si è uomini oppure servi di questi criminali. Se non si agisce a tutti i livelli è sottesa una pericolosa emergenza democratica”.
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Così Pino Masciari, imprenditore calabrese e collaboratore di giustizia, in un’email inviata alla nostra redazione.
(17 marzo 2021)
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