di Giovanna Di Rosa, #Lopinione
Vedere Lucia Annunziata che si commuove non è cosa che si veda tutti i giorni. Non per dirla meglio di quanto non l’abbia già fatto lei: “Io che mi commuovo che sono la cattiva…”, ma vederla e sentirla con gli occhi luci e il groppo in gola, ironizzare su se stessa e sul suo essere donna di grande umanità, per questo è così appassionata, capace di commozioni di fronte a gente che combatte il Covid e parla di Covid è stata una bella sorpresa.
Ex Keller, un nuovo progetto per rilanciare la produzione di veicoli industriali
Dopo oltre 17 anni dalla fine delle attività produttive, il complesso industriale ex Keller di Villacidro si prepara... →
Anche perché, diciamocelo, il programma di Lucia Annunziata e Antonio Di Bella della domenica pomeriggio è un programma coi fiocchi: preciso, puntuale, intelligente, informato e non c’è bisogno di sottolinearne il taglio politico. Come la pensa Lucia Annunziata si sa da sempre. E lei è coerente con ciò che pensa.
Così che la commozione manifestata in diretta, nel pomeriggio del 21 febbraio, ci rende un donna, una porofessionista, qualche ora dopo, ancora più preparata di prima, più umana di prima e più appassionata di come l’abbiamo conosciuta. Alla fine della fiera, una donna che avremmo abbracciato volentieri, in quel momento, anche se forse c’avrebbe morso.
Pasquale Colucci a Taranto, “Art in Music”: il colore che diventa suono
Il saggista, scrittore e giornalista Riccardo Riccardi, per molti anni firma autorevole de "La Gazzetta del Mezzogiorno", presenta... →
(21 febbraio 2021)
©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

