di Daniele Santi #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Politica
Ex Keller, un nuovo progetto per rilanciare la produzione di veicoli industriali
Dopo oltre 17 anni dalla fine delle attività produttive, il complesso industriale ex Keller di Villacidro si prepara... →
Scuserete la franchezza, ma ignorare che colore politico hanno le devastazioni operate a Napoli da gruppi evidentemente organizzati, benissimo organizzati, e con che fine queste manifestazioni vengono mosse, vorrebbe dire continuare a dare fieno alle vacche utile solo alle loro ruminazioni. E’ ora di dire che in questo paese è in opera da anni un progetto di destabilizzazione e involuzione illiberale che trova, o cerca, in questa situazione d’emergenza, la spallata definitiva.
Le decine di identificati, ancora nessun arresto, l’ipotesi di reato di devastazione, il coinvolgimento di hooligans che si mettono a disposizione per spaccare qua e spaccare là perché quando si è incapaci di costruire si distrugge, stanno nella squadrone squadrista del nero scacchiere neofascista che venerdì notte ha messo a ferro e fuoco Napoli, mirando al palazzo della Regione e al governatore De Luca.
Alcune centinaia di nullafacenti violenti, motorini e volti completamente travisati da casco, mascherine e cappelli che non si accontenteranno della bravata della notte tra il 22 e 23 ottobre, perché ci sono sempre nullafacenti violenti, motorini e volti completamente travisati da casco, mascherine e cappelli. Si chiamano hooligan, camorristi ed esponenti della destra eversiva, pronti a fare la guerra allo stato. Soprattutto in tempi d’emergenza. Il virus si è impossessato delle loro teste.
Pasquale Colucci a Taranto, “Art in Music”: il colore che diventa suono
Il saggista, scrittore e giornalista Riccardo Riccardi, per molti anni firma autorevole de "La Gazzetta del Mezzogiorno", presenta... →
Si chiama neofascismo, non Covid. E quello, al contrario del Covid, si combatte anche chiamandolo col suo nome.
(27 ottobre 2020)
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