Oltre 2 milioni di euro sottratti a Taranto, tra somme di denaro, strumenti finanziari, terreni e immobili, è il valore dei beni che a una persona anziana accudita dai due coniugi di Manduria che ora si trovano agli arresti domiciliari, si è vista portare via da due persone di cui si fidava. A dare esecuzione al provvedimento per i domiciliari sono stati i poliziotti della Squadra mobile di Taranto dopo che dalle loro indagini è emerso come, negli ultimi anni di vita dell’uomo, i due abbiano progressivamente abusato dello suo stato di infermità mentale. Le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Taranto sono, in concorso tra loro, circonvenzione d’incapace, indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti e appropriazione indebita aggravata.
La donna è accusata anche del reato di truffa aggravata, commesso con abuso di relazioni domestiche, ai danni di altri due anziani coniugi, rispettivamente sorella e cognato della prima vittima, ormai deceduta. Gli investigatori della Mobile tarantina e del commissariato di Manduria hanno iniziato a indagare dopo il decesso dell’uomo e la denuncia che suo nipote ha fatto nel luglio del 2023. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione delle indagini, la vittima, affidata alle cure della donna dal 2019, è stato progressivamente indotta a trasferire i suoi beni in favore dei coniugi. Gli accertamenti patrimoniali hanno documentato, tra l’altro, l’appropriazione di almeno 85mila euro, l’estinzione di 156 buoni fruttiferi per un importo superiore a 1.200.000 euro oltre a ulteriori 33 buoni fruttiferi, cointestati con i nipoti della vittima, per un valore nominale superiore a 700mila euro.
Per provare la colpevolezza dei due coniugi si è ricorso anche ad alcune perizie grafologiche dalle quali si è messo in dubbio sia la lucidità dell’89enne al momento delle sottoscrizioni sia la veridicità di altre firme, presumibilmente false.
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