C’erano tutti i galli del pollaio alla riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) che oggi, dopo anni di tira e molla e di polemiche, ha dato il via libera per al progetto definitivo per il “collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria”, noto anche come Ponte sullo Stretto di Messina.
C’era anche la presidente del Consiglio, che per un giorno ha messo da parte la sua lotta contro i trafficanti di uomini in tutto il globo terracqueo (basta che non siano libici) oltre al vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini che ha sottolineato che sarà il “ponte a campata unica più lungo al mondo” e che l’obiettivo è “quello di renderlo attraversabile tra il 2032 e il 2033”. Salvini ha poi detto che i primi cantieri dovrebbero partire tra settembre e ottobre di quest’anno (ma pochi giorni fa aveva detto che sarebbero partiti entro l’estate 2025).
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Il governo esulta sul nulla e l’opposizione insorge sul nulla ripetendo la solita litania “dello spreco colossale che questo intervento rappresenta” senza soffermarsi su ciò che sarebbe veramente importante dire parlando, ad esempio, degli espropri ai danni di tanti cittadini che si sono fatti la casa per vedersela portare via in nome di un progetto che ingrasserà chi è già grasso assai.
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(6 agosto 2025)
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