di Redazione, #Sud
Fino a domenica 27 giugno negli splendidi spazi di Masseria Canali a Casarano (Lecce), la mostra Sotto Verde Manto, personale del duo artistico Genuardi/Ruta.
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Figlio di Cascina I.D.E.A., il progetto di residenze avviato ad Agrate Conturbia (NO) attivo dal 2017, con I.D.E.A. Salento, Nicoletta Rusconi Art Projects offre agli artisti la possibilità di vivere due realtà molto peculiari sia dal punto di vista paesaggistico che della tradizione artigiana: il lago Maggiore e il Monte Rosa da un lato e i due mari della Puglia dall’altro.
Per questa seconda edizione di I. D.E.A. Salento, Nicoletta Rusconi ha scelto di collaborare con Davide Meretti, che ospita l’iniziativa a Masseria Canali (Casarano), nel cuore del Salento. Sotto Verde Manto è il risultato della permanenza del duo Genuardi/Ruta in Masseria e del loro viaggio alla scoperta del Salento, per comprendere, nel profondo, modi e riti delle civiltà marinare e contadine, e vivendo i suggestivi intrecci di leggende, storie, colori e architetture dello straordinario territorio salentino.
Genuardi/Ruta innescano un dialogo indoor a partire dalle loro forme e dal paesaggio che li circonda: costruzioni antiche e grotte rupestri, città e monumenti, torri saracene, verdi distese e pietre ambrate. L’intervento è stato realizzato ad hoc negli spazi della Masseria utilizzando strutture elicoidali, corpi abbigliati con tessuti di superficie opaca e riflettente, dialogando con l’ambiente interno e in armonia con le esigenze funzionali ed estetiche di un’abitazione privata.
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Il duo indaga i fattori costitutivi dello spazio, ridefinendo l’architettura attraverso la pittura, traducendo l’incontro della luce con i volumi del costruito, mantenendo sempre al limite l’equilibrio tra una geometria della realtà e una visionaria. Le geometrie che Genuardi/Ruta mettono in campo sono sempre frutto di una ricerca sulla luce, sui volumi che intercetta e sui tagli che definisce. La loro riflessione sullo spazio, il cui rapporto con la luce compone il fulcro del loro lavoro, non deriva da una matrice tecnico-analitica ma esprime un bagaglio di memorie remote. La mostra è accompagnata da un testo critico a cura di Elsa Barbieri.
(26 giugno 2021)
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