di Redazione Palermo
Pesantissime le accuse, tutte da provare fino a sentenza definitiva, a partire dal concorso esterno in associazione mafiosa e traffico di influenze illecite, per l’ex consigliere di Fratelli d’Italia Girolamo Russo, arrestato per voto di scambio nelle scorse ore.
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L’ex consigliere approdato in Fratelli d’Italia dopo essere passato da Alleanza Nazionale, al Mpa, da Azzurri per l’italia al movimento Palermo 2022 che sosteneva Leoluca Orlando – scrive il Corriere – fermato nella sua corsa politica dal modesto risultato ottenuto alle comunali del 2022, avrebbe inquinato la campagna elettorale dando soldi e buoni benzina a esponenti mafiosi come il boss dello Zen Sandro Diele che venivano poi usati dai clan per comprare voti nei quartieri della città e di fatto assicurando così a Cosa nostra il controllo delle elezioni comunali e regionali. O promettendo e procurando posti di lavoro a mafiosi e a loro familiari in supermercati o cooperative e associazioni finanziate con fondi pubblici come la Social Trinacria Onlus. Russo, inoltre, avrebbe messo a disposizione il proprio ufficio Caf per l’affidamento in prova ai servizi sociali di diversi condannati per mafia che, grazie al suo aiuto, sarebbero così riusciti a lasciare il carcere.
Arrestati con Russo altre due persone, che secondo gli inquirenti costituivano un vero e proprio comitato d’affari, sono Gregorio Maltese cognome noto per mafia, figlio dello storico killer della famiglia mafiosa di Corso dei Mille, Filippo Marchese, e Achille Andò consulente d’azienda, come riferito da Radio 24 nel GR delle 12. Entrambi sono accusati a vario titolo di corruzione ed estorsione, sono stati disposti i domiciliari.
Si aspettano sagge parole di condanna da parte dell’apparato meloniano, ferma restando la presunzione di innocenza, che non costringe – per sua natura – a fare finta di niente.
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(9 aprile 2024)
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