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HomeNotiziePratiche addomesticate ed intercettazioni. Una saga senza fine

Pratiche addomesticate ed intercettazioni. Una saga senza fine

di Alfredo Falletti

“Il ritorno della mazzetta”. È l’ultimo capitolo di una saga che ha visto l’esordio con le prime indagini mel 1996 e da allora, ogni quattro anni circa, taluni funzionari e dipendenti della Motorizzazione di Palermo tornano protagonisti incassando mazzette per chiudere un occhio sulla regolarità di centinaia di pratiche automobilistiche.

I numeri di questa ultima puntata, la quarta, sono di tutto rispetto: 21 agli arresti domiciliari, 42 indagati, 187 capi di imputazione e tra questi corruzione, accesso abusivo al sistema informatico e falso commesso da pubblico ufficiale. Nel giro d’affari anche poche e scelte agenzie di disbrigo pratiche che in stato di “monopolio” si occupavano di nazionalizzazione di auto provenienti dall’estero quasi tutte intestate a persone residenti fuori dalla provincia di Palermo.

Insomma un analitico e stretto controllo di cose e persone, mezzi e movimentazioni che hanno acceso già nel 2020 l’interesse della Polstrada impegnata a reprimere il riciclaggio di autovetture che non soltanto sono prive della regolarizzazione amministrativa, mancando gran parte della documentazione necessaria, ma, evitando ogni forma di collaudo e controllo, costituiscono un pericolo per l’incolumità di tutti oltre a poter essere immesse in un circuito ben difficilmente controllabile per l’uso ed abuso che si possa fare di quei veicoli fantasma.

Si è passati dalle quasi ottomila “simil immatricolazioni” del 2016 alle oltre ventimila del 2020 in un macroscopico giro di affari e con la convinzione, evidentemente, di essere immuni da conseguenze anche dopo aver operato su oltre 100 mezzi. Le intercettazioni hanno avuto un ruolo fondamentale nelle indagini e come in ogni indagine è determinante capire se un reato sia storia a sé o se sia collegata ad un sottile filo criminoso di un più ampio e complesso panorama di indagini con buona pace di chi vuol limitarne drasticamente l’utilizzo. Da questi numeri nasce l’attenzione della Polstrada, ma anche la perplessità in ordine alla apparente consapevolezza di impunità degli indagati.

Del resto non ci si trova granché distanti da certe pratiche di addomesticamento di licenze edilizie e di gestione personalizzata di settori in cui “l’omino” dell’ufficio pubblico competente, opportunamente sensibilizzato, diventerebbe più potente di qualsiasi carica istituzionale. Anche in questo frangente, indagini ed intercettazioni non hanno fatto altro che sollevare il tappeto sull’immondizia nascosta sotto che si chiama corruzione.

 

 

(28 febbraio 2023)

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