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“Scampia sia simbolo di riqualificazione urbana”, lettera aperta dalla Rete Attivisti Equità al sindaco di Napoli, Manfredi

di Redazione Napoli

Egregio sig. Sindaco,
i cittadini chiamano ancora una volta il “Comune che parla con i cittadini” come lei stesso ha affermato all’indomani della sua elezione. Lo fanno nuovamente, dopo tre anni che lo sfratto dalle piscine “A. Galante” nel rione Scampia ha coinvolto il Centro di Educativa Territoriale “L’Impronta”, compromettendo prima e sospendendo poi, le proprie funzioni educative e di recupero sociale in un rione emblematico del problema nazionale del degrado delle periferie nelle aree metropolitane.
Sono tre anni appunto che gli amministratori interpellati, pur riconoscendo l’importanza del lavoro educativo svolto dalla cooperativa nel quartiere e pur dichiarando la volontà di non far morire il Centro “L’Impronta”, di fatto non intraprendono alcuna azione davvero risolutiva. L’ultimo incontro avvenuto nel dicembre del 2021 con l’Assessore al welfare della Sua Giunta, sortisce il medesimo interessamento ed impegno da parte dell’Amministrazione, ma il bilancio che se ne trae ad aprile del 2022 è sempre il medesimo: l’attesa! Mentre il degrado della struttura attualmente abbandonata e lo scempio del vandalismo, di cui è oggetto, minano irreversibilmente ogni prospettiva per il futuro.

Noi di RAE (Rete Attivisti Equità) crediamo che la vera democrazia di un Paese non si possa realizzare senza la partecipazione dei cittadini, una partecipazione che vada ben oltre la mera esternazione dei bisogni nei periodi intercorrenti tra una consultazione elettorale e la successiva! La vera democrazia ha bisogno invece della partecipazione dei cittadini, sia nella compartecipazione alla definizione delle soluzioni sia alla loro messa in pratica. Noi la chiamiamo “civismo attivo”.
Il civismo attivo nella sua forma volontaria o sovvenzionata, non sostituisce l’azione amministrativa, coprendo eventuali “buchi” della sua azione, bensì la integra e la sorregge nella sua attuazione più peculiare e differenziata, potenziandone l’efficacia nel conseguimento degli obiettivi e arricchendola di nuove prospettive che solo la sperimentazione collettiva può dare.
Il quartiere Scampia non è solo una periferia che merita l’attenzione del suo Sindaco, ma è il simbolo italiano più emblematico del degrado urbano nel quale operare una trasformazione sociale che funga da paradigma al grande tema delle ricuciture delle periferie urbane, che un trentennio di neoliberismo votato allo sviluppo non a “dimensione umana” ha generato in tutta la sua drammaticità.
In questo contesto, gli investimenti nel sociale hanno oggi una valenza economica pari se non maggiore degli stessi investimenti infrastrutturali, in quanto toccano uno dei motori principali dello sviluppo economico: i cittadini. Per noi intervenire urgentemente per salvaguardare e rilanciare il Centro di Educativa Territoriale “L’Impronta” non rappresenta solo una voce di spesa per l’erogazione di servizi al cittadino, ma un importante tassello nel grande mosaico della coesione sociale senza il quale non è possibile alcuno sviluppo socioeconomico in ogni area del Paese.
Chiediamo al Sindaco Manfredi, di accogliere questo appello e di porre sotto la sua diretta attenzione le sorti del Centro di Educativa Territoriale “L’Impronta” al fine di trovare un’immediata e stabile soluzione alla prosecuzione di un servizio al cittadino così importante e strategico.
Ci faccia sentire orgogliosi di essere cittadini napoletani, meridionali e italiani.

Così si chiude la lettera aperta al Sindaco Gaetano Manfredi a firma di Redazione RAE (Rete Attivisti Equità), e pubblicata integralmente.

 

(14 aprile 2022)

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