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Roberto Speranza tende la mano a Letta e Conte: “Scrivere insieme una pagina nuova

di G.G., #Politica Con un post sulla sua pagina Facebook (in basso) il ministro della Salute Roberto Speranza, anche segretario di Articolo Uno, si dice pronto al confronto per una nuova agenda progressista per l’Italia rivolgendosi ad Enrico Letta e Giuseppe Conte con un invito a “Scrivere insieme una nuvoa pagina per l’Italia”.   Difesa dei beni pubblici […]
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Quella serata dedicata a Fabrizio De Andrè indegna di essere dedicata a Fabrizio De Andrè

di Ghita Gradita #Tv&Radio twitter@gaiaitaliacom #DeAndrè

 

Una serata su Fabrizio De Andrè che doveva essere una celebrazione e che ha invece ucciso, vergognosamente, la poesia del grandissimo musicista scomparso, è stata un funerale della musica e del buon gusto. Imbarazzante, in una parola. Imbarazzante Enrico Ruggeri sempre più rauco, incapace di tenere le note, stonato, antipatico; imbarazzante anche Dori Ghezzi, che avrebbe dovuto occuparsi di proteggere l’opera del suo compagno; imbarazzanti gli ospiti, imbarazzante il rap mescolato come un cattivo dado in un gran brodo al video in bianco e nero di De Andrè.

Per ricordare qualcosa della serata bisogna ricorrere a Ornella Vanoni che, incapace di leggere il testo della canzone che non conosce, se la prende con i fari frontali e interrompe la canzone: “Non si vede un cazzo!”, poi aggiunjge “Tagliate cazzo sennò non mi chiamano più” segno che non si rendeva nemmeno conto di essere in diretta. Complimenti alla pessima organizzazione e a chi ha deciso – Ruggeri? – di fare di ciò che doveva essere una celebrazione, un de profundis di inaspettata tristezza.

Invece di fare casino sull’idea politica di Enrico Ruggeri, che non è un conduttore e non è più nemmeno un cantante, i soliti critici del tu non sei di sinistra e quindi non sei degno (che poca intelligenza, mamma mia!) dovevano fargli le pulci sull’inconsistenza dello spettacolo che ha presentato e sull’infima qualità della sua esibizione artistica.

Uno spettacolo da dimenticare, una conduzione scandalosa, spessore culturale inesistente e la banalità di ospiti, conduttori e format che hanno distrutto la dirompente straordinarietà dell’opera di Fabrizio De Andrè.

 

(19 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 




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