Perché la storia continua a sorprenderci? Perché, proprio quando il successo sembra più che probabile, gli eventi prendono una direzione diversa da quella prevista? È da questi interrogativi che prende le mosse Il grande inganno. Da Ercole alla Nato, quello che la storia non ci ha insegnato, il nuovo libro di Paolo Mieli, edito da Rizzoli, protagonista domenica 30 agosto alle ore 21.00, nel piazzale Lo Quarter di Alghero, di un incontro nell’ambito della Rassegna Sant Miquel Festival 2026.
Una serata con una delle firme più autorevoli del giornalismo e della divulgazione storica italiana, per attraversare secoli di errori, illusioni e previsioni smentite dai fatti e, attraverso il passato, provare a leggere le inquietudini del nostro presente. Nel volume Mieli indaga infatti alcuni dei grandi abbagli della storia, soffermandosi su errori di valutazione, illusioni collettive e convinzioni che gli eventi hanno clamorosamente rovesciato. Il percorso si muove tra epoche lontane e vicine, da Ercole e Alcibiade fino alla fine della Guerra fredda, alla dissoluzione della Jugoslavia, alla Russia di Vladimir Putin, alla guerra in Ucraina e al ruolo della NATO, interrogandosi su quanto sia difficile riconoscere il significato degli avvenimenti mentre stanno accadendo.
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Al centro della riflessione c’è anche quello che Mieli definisce il “secolo infinito”: quel Novecento che si pensava definitivamente concluso e che invece continua a proiettare le proprie ombre sul presente. La profezia di una nuova era di pace seguita alla caduta del Muro di Berlino e alla fine della Guerra fredda non si è avverata; guerre, tensioni internazionali, crisi delle democrazie e nuovi equilibri geopolitici hanno mostrato quanto fossero fragili molte delle certezze maturate alla fine del secolo scorso. Anche l’idea degli “ottant’anni di pace” vissuti dall’Europa dopo il secondo conflitto mondiale viene riletta criticamente alla luce delle guerre nell’ex Jugoslavia e dei conflitti che hanno continuato a segnare il continente e il mondo.
Il grande inganno nasce così da una domanda che riguarda tanto il passato quanto il presente: perché, laddove il successo sembrava più che probabile, le cose sono poi andate male? Mieli cerca le risposte nelle dinamiche profonde della storia, mostrando come vincitori e sconfitti, democrazie e autocrazie, grandi potenze e società abbiano spesso interpretato in modo errato i segnali del proprio tempo. Il libro diventa così anche un invito alla prudenza di fronte alle letture troppo lineari degli eventi e alle previsioni sul futuro: studiare la storia significa anche imparare a riconoscere i suoi inganni.
Già direttore del Corriere della Sera e de La Stampa, Paolo Mieli è da decenni una delle voci di riferimento del panorama culturale italiano. Storico, saggista e commentatore televisivo, nel corso della serata ripercorrerà la propria esperienza professionale e il percorso che lo ha portato a diventare uno dei più autorevoli interpreti del giornalismo e della divulgazione storica, offrendo al pubblico una chiave di lettura del presente attraverso gli insegnamenti – e soprattutto gli errori – del passato.
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L’incontro, moderato da Fabio Alescio, Tiziana Biscu (direttore e caporedattore del magazine “Collection”) e dal giornalista Luigi Puddu, rappresenta un’occasione per dialogare con uno dei principali interpreti della storia contemporanea e approfondire i temi al centro del suo nuovo lavoro editoriale, in un confronto aperto sulle trasformazioni geopolitiche, sociali e democratiche del nostro tempo.
L’evento è a cura della società per eventi Vittoria Srls e dell’Associazione Il Leone e le Cornucopie. Biglietti disponibili online sul circuito TicketOne. Il libro, compreso nel biglietto da 20,00 euro, potrà essere ritirato al botteghino il giorno dell’evento.
(25 agosto 2026)
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