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Noi, i ragazzi della “claque” di Meloni “dobbiamo sembrare cittadini normali”. Che detta così…

di Giancarlo Grassi

Siccome ci sarebbero potuti essere quelli del reddito di cittadinanza, i fratelli e le sorelle d’Italia, cugini e parenti sono benvenuti come da esempio nazionale, dovevano “sembrare cittadini normali” come da dettame di dirigente locale di una comicità esilarante quanto inconsapevole. Eppur andava accolta, la presidente Meloni.

Così per organizzare gli applausi organizzati affinché quegli sporchi rossi non potessero contestare la presidente, la dirigenza locale di FdI si è scambiata un sacco di chat privatissime perché “se arriva ai giornalisti e poi scrivono che la Meloni [sic] si fa organizzare la claque (…) Ho scritto a voi perché siete un livello apicale di dirigenza”. Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo se fossero stati peones.

Le chat non sono arrivate a non meglio identificati giornalisti, sono arrivate al TgLa7 che non c’ha pensato due volte a mandarle in onda, da cui l’arguto screenshot che Repubblica non si è fatta scappare e che ripubblichiamo in alto. Lo facciamo ad esilarante testimonianza della simpatica ingenuità di certuni che sono “un livello apicale di dirigenza” e che devono sembrare “cittadini normali” e “niente simboli di partito”. Come se l’organizzazione degli iscritti di base dei partiti che partecipano alle uscite dei loro leader per fare il tifo, non fosse una prassi più che consolidata e nota da tempo, e propria a tutti i partiti, contro la quale nessuno ha nulla da dire.

Ma niente, nemmeno a tanta semplicità arrivano certi livelli apicali che non devono fare circolare le informazioni a livello di base. La base paghi le tessere e taccia.

 

 

(1 settembre 2023)

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