di Daniele Santi
Ancora prima di giurare Salvini ha fatto due cose decisamente degne di nota: ha celebrato la nascita del nuovo governo senza nominare la presidente del Consiglio Meloni e ha quindi rilanciato la favolosa idea del Ponte sullo Stretto una specie di tediosa telenovela di quart’ordine e di nessunissima utilità nemmeno politica, dato che tutti in questo paese sanno come vanno le cose.
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Prima di Salvini aveva già fatto un tentativo Berlusconi, al quale la propaganda veniva bene, un tempo e al quale Salvini guarda per definire il futuro, con una sontuosa cerimonia per la posa della prima pietra che è appunto rimasta la prima. E l’ultima.
Dunque la prima uscita di Salvini era già vecchia prima di essere pronunciata. Del resto il Governo Meloni era già vecchio prima di nascere. Quasi il 50% dei suoi componenti faceva già parte del governo Berlusconi del 2008 nonostante il cambio di casacca (da Forza Italia a Fratelli d’Italia, solo leggerissimamente [sic] più a destra) e Salvini è già stato anche vicepremier e ministro dell’Interno, facendo la triste fine che è stata sotto gli occhi di tutti. Ora, dai nuovi incarichi, prepara l’ennesimo assalto a un governo di cui fa parte, stavolta il Governo Meloni, e ai soliti migranti. Si suiciderà anche stavolta.
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(22 ottobre 2022)
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