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Minacce “No Vax” a Luigi Di Maio: “Ci vuole il piombo”

di Redazione, #politica

Al grido di “Basta dittatura!” arrivano anche le minacce a Luigi Di Maio, ministro degli Esteri della Repubblica per il quale, scrive la chat Telegram, “Ci vuole il piombo”. Non si fermano lì, gli scrivono “Devi crepare”, come per essi fosse la vita eterna, e “Un altro infame da giustiziare”, “ti vedremo presto anche a te, con il cappio al collo”, con quel “anche a te” che fa pensare ad una ben più nutrita lista.

Sono quelli della democraticissima chat Telegram chiamata “Basta dittatura!” – manca il sottotitolo “Ora ghigliottina” – che negli ultimi giorni non ci hanno fatto mancare niente: dagli assalti ai gazebo del M5S, alle minacce a Bassetti, all’augurio di “piombo” a Di Maio. Su tutto troneggia il nuovo partito della diaspora a 5 stelle e il silenzio spiegabilissimo di Meloni. Spiace ricordare che gli esponenti del M5S pagano a carissimo prezzo il loro uso sconsiderato di espressioni esageratamente forti prima di istituzionalizzarsi come partito di governo, o gamba di governi che dir si voglia. Spiace ricordarlo, ma è così.

Che troppe forze politiche in parlamento si astengano dal condannare il linguaggio e le azioni dei No Vax è altrettando inquietante, che ci sia chi le sostiene è vergognoso. Non si discute delle opinioni, si discutono i mezzi. Che quando sono illegali, quando rivolgono minacce personali, quando non si fermano nemmeno di fronte alle minacce di morte – “Ci vuole il piombo” e “Un altro infame da giustiziare”, quello sono – e trovano il silenzio di chi dovrebbe essere lo scudo delle istituzioni democratiche, creano ulteriori inquietudini per la tenuta democratica del nostro paese.

Per dirla con Luigi Di Maio, che – sia detto per chiarezza – per noi potrebbe togliersi dalla Farnesina anche domani e non lo rimpiangeremmo di certo, non si può “lasciar pensare a qualcuno che si può permettere di minacciare medici, professori universitari che si battono per i vaccini. Si è arrivati all’assurdo, e come politici è meglio bloccare questa degenerazione”. Ora Di Maio si ricordi anche da dove questo linguaggio è èartito e faccia pubblica ammenda e poi, e francamente sembra proprio stia facendo del suo meglio nonostante gli evidenti limiti politici, continui a lavorare per la l’Italia. Non può mancare, naturalmente, per quel che conta, la solidarietà a tutti coloro che sono minacciati.

 

(31 agosto 2021)

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