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Strategia iSTARE, a Cagliari il terzo e ultimo incontro con gli enti locali sulle ciclabilità
L’assessore regionale della Programmazione e Bilancio e vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, incontrerà mercoledì 30 settembre a Cagliari,... →
Aveva costretto quarantatre dei suoi operai, in nero e trattati come schiavi, in uno stanzino di pochi metri quadri, senza luce e senza servizi e li aveva tenuti lì per sei ore fino a quando le forze dell’ordine non si sono insospettite vedendo una porta blindata chiusa e non hanno costretto l’imprenditore-schiavista ad aprirla.
Gli operai-schiavi erano stati fatti entrare e chiusi dentro in fretta e furia quando le forze dell’ordine erano arrivate nell’azienda dove l’imprenditore (fa vergogna chiamarlo imprenditore) li faceva lavorare in condizioni umilianti, in nero ed in situazione di semi-schiavismo. L’uomo è stato arrestato, gli è stata comminata una multa di 600mila euro e sicuramente la storia non finirà lì.
Accade a Melito di Napoli e non è certamente utile a far cambiare i pregiudizi che gravano sulla zona anche a causa di episodi come questo. Le 43 persone liberate vivevano un vero e proprio inferno: una prigione nella quale venivano tenuti segregati. Sono tutti italiani, tutti senza contratto. Tutti schiavizzati. Producevano per le grandi griffe. Una vergogna.
Qualcuno dica all’Etna di piantarla, Calenda deve ripartire ed è furioso
Che l'Etna erutti, va pure bene, mica lo si può sgridare per questo. Ma lo facesse con decenza,... →
(16 novembre 2019)
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