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Matteo Salvini e la strategia (sbagliata) di tenere il governo sulla graticola




di Redazione, #Politica

Non potendo sopportare che Draghi possa eventualmente assumersi meriti, o possa essere riconosciuto come colui che toglie l’Italia dalle ambasce, a Matteo Salvini non resta che l’opzione dell’attacco e della delegittimazione: ha quindi dato il via alla politica del tenere il governo sulla graticola con una dichiarazione al giorno che si metta di traverso rispetto ad un’azione governativa, in una strategia della tensione politica già inaugurata con pessimi risultato da Matteo Renzi, altrimenti detta strategia dei Mattei.

Dunque la delega ai servizi segreti all’ex capo della Polizia Gabrielli, che è un uomo di stato non un uomo della Lega, diventa merito di Salvini che ci tiene a far sapere ai suoi che ha anche già deciso [sic] chi dovrà assumere anche quell’altra carica e chi dovrà prendere il posto di questo e quell’altro per accerchiare Lamorgese e tornare al ministero degli Interni secondo Matteo, sempre quello che si affogò in un mojito.

La questione è nota e Salvini l’ha già sperimentata con un certo successo nei sondaggi anche nel 2018, ma il risultato finale non gli ha poi dato ragione fino in fondo avendo egli perso le elezioni che più gli interessavano, quelle in Emilia-Romagna e Toscana, vincendo solo dove è stato superato da Fratelli d’Italia, già abbondantemente più all’estrema destra di lui.

Dunque è bene sapere che Salvini al governo non è il Salvini tracotante che esce sui giornali e su tutte le televisioni come se ne fosse il padrone e signore, ma è uno che governa con pochissimi margini un partito sempre più a guida Giorgetti e Zaia, con diversi processi sul groppone, con una giunta lombarda assediata dalle procure e che, in breve tempo, si troverà dentro la Lega nel medesimo casino in cui si trova ora Zingaretti dentro il PD. Un segretario dimezzato, insomma, che sta in un governo di unità nazionale che grazie alle sue scorribande è sempre più un governo di casino nazionale, e un Salvini che non si può assumere la responsabilità di far cadere un governo nato per la salvezza dell’Italia. A meno che la sindrome dei Mattei non sia proprio qualcosa di terribilmente serio e politicamente incurabile.

 

(26 febbraio 2021)

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