Pubblicità
13.7 C
Napoli
12 C
Palermo
8.9 C
Cagliari
Attiva DAZN
Pubblicità

Roberto Speranza tende la mano a Letta e Conte: “Scrivere insieme una pagina nuova

di G.G., #Politica Con un post sulla sua pagina Facebook (in basso) il ministro della Salute Roberto Speranza, anche segretario di Articolo Uno, si dice pronto al confronto per una nuova agenda progressista per l’Italia rivolgendosi ad Enrico Letta e Giuseppe Conte con un invito a “Scrivere insieme una nuvoa pagina per l’Italia”.   Difesa dei beni pubblici […]
HomeCinema & TVLe ordinarie disgrazie della Rai 1 sovranista dagli ascolti in picchiata

Le ordinarie disgrazie della Rai 1 sovranista dagli ascolti in picchiata

di Ghita Gradita #Rai1 twitter@gaiaitaliacom #Tv&Radio

 

La Rai1 sovranista voluta dal Tribuno Sovranista fracassa, come il Capitano, negli ascolti che fanno una bel badabum e tocca correre ai ripari, perché con la Rai2 del decaduto Freccero della vetusta Ventura che era già vecchia quando si sentiva giovane, che riesce a distruggere persino Che Tempo che Fa ai limiti dell’inguardabile, rimane soltanto Rai3 in casa Rai a crescere negli ascolti.

Pettegoli malevoli vogliono che sull’altare del sacrifizio ci siano la sacra Isoardi e la conduttrice sovranista, già discutibile opinionista ed ex ballerina in cerca di visibilità, conduttrice di scarsissimo o quasi nullo appeal, la già ex famosa Lorella Cuccarini che la direttrice di Rai 1, Teresa De Santis, potrebbe sacrificare in nome dell’approvazione dell’ok al piano industriale RAI del ministro deputato senza troppe fanfare e con grazie mille è stato un piacere ma i programmi non vanno come dovrebbero. Questo dice la cattiveria della gente.

Si parla di sacrifizio anche per la direttora che non doveva certo fare ascolti, ma propaganda, come appare evidente, ma non è certo. Perché in parlamento, quello che chiaman giallorosa – per via del Renzi diventato bianco come la Cuccarini quando legge i dati d’ascolto – le commissioni sono ancora gialloverdi con le presidenze in mano ai leghisti. Chiamali scemi. E sarà così fino a giugno.

Dunque non rischiamo di trovarci, a meno di rivoluzioni, il bravo Stefano Coletta alla direzione di Rai 1, lasciando l’unica rete Rai che guadagna ascolti. La terza. Tutto il resto è politica. Capace, come si vede dalla tv di stato che devasta, soltanto di non costruire nulla.

 

 

(3 ottobre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 




 

 

 

 




POLITICA