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Elezioni Europee. Il Movimento Equità Territoriale per portare a Bruxelles la voce del sud Europa

di Massimo Mastruzzo*

Nel 2001 La legge costituzionale n. 3/2001 ha interamente riscritto il Titolo V della Costituzione, modificando l’assetto del governo territoriale e sovvertendo i tradizionali rapporti tra Stato centrale ed enti periferici, assegnando alle Regioni la facoltà di richiedere, fino a 23 materie, le deleghe dallo Stato alle amministrazioni regionali.

Dopo tale modifica  costituzionale alcune regioni del nord hanno chiesto di poter ottenere la loro “autonomia”. Ad inizio 2024 il disegno di legge governativo per l’autonomia differenziata (Legge Calderoli) è stato approvato dal Senato con i voti  a favore delle forze dell’attuale maggioranza (Governo Meloni). La legge di “autonomia differenziata” scritta dal leghista Roberto Calderoli, attuale Ministro per gli affari regionali e le autonomie della Repubblica Italiana del governo Meloni, dopo l’approvazione del Senato, dovrà essere approvata alla Camera.

La discussione alla camera avverrà l’11 giugno, probabilmente le attuali forze di maggioranza del governo Meloni non vogliono inficiare il voto alle europee in quanto esistendo il serio dubbio, se non la consapevolezza, che si darebbe il via alla disgregazione di un’Italia nata male e cresciuta probabilmente peggio, aggravando di fatto le disuguaglianze già esistenti a scapito chiaramente delle regioni più “deboli”, che già adesso subiscono la sopraffazione economica e commerciale delle regioni più forti. Solo per fare un esempio, il Sistema Bancario nazionale, con azioni volute indiscretamente da diversi Governi, ha fagocitato quasi tutte le grandi banche del sud con scuse inesistenti o quasi, lasciando padroni del mercato del credito solo banche che hanno le sedi legali nel nord, ma con sportelli in tutto il territorio nazionale. Così facendo, già oggi, la ricchezza delle banche prodotta nel sud, va ad accumularsi nelle regioni del nord dove si trovano le sedi legali di questi istituti bancari, incamerando, quelle regioni, le imposte, e le tasse e reinvestendo gli utili raccattati nel resto dell’Italia nei loro territori. Per essere ancora più chiari le pensioni dei siciliani, dei campani, dei calabresi ecc. vengono gestite ed investite nel nord, togliendo ulteriore ricchezza al sud.

Il Movimento per l’Equità Territoriale ha aderito, per le prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno 2024, alla proposta politica della Lista “Pace Terra Dignità” di Michele Santoro, con il suo programma diviso in tre sezioni, dedicate a ognuna delle tre parole che compongono il nome della lista.

Oltre quindi che per la condivisione del punto del programma elettorale che prevede di portare a Bruxelles un punto di vista alternativo a quello che attualmente non vede proposte alternative alla guerra; a quello sulla transizione ecologica che deve rappresentare un cambiamento radicale nel modo di produrre, di consumare e di vivere. Gli interventi devono essere ispirati all’economia circolare che punta a non produrre scarti; all’orario di lavoro che va portato in Europa a 32 ore settimanali, convinti che oggi serva lavorare meno per recuperare tempo e spazi di vita.

Abbiamo aderito alla proposta politica per portare all’attenzione della Commissione Europea il rischio che il sud Italia, porta d’ingresso dell’Europa spalancata sul mediterraneo, possa,  a causa della scellerata proposta dell’autonomia differenziata, cadere in una condizione di debolezza economica difficilmente recuperabile.

Indebolire il confine sud dell’Europa è una follia del governo Meloni, quello dei partiti che pretendono di cambiare l’Europa rafforzandola, assolutamente da fermare iniziando dal bloccare il progetto di autonomia differenziata che, guarda caso, potrebbe prendere forma con la discussione alla camera non prima della elezioni europee, bensì dopo, l’11 giugno, ovviamente avendo la coda di paglia, non volevano inficiare il voto alle europee.

 

*Direttivo nazionale
Movimento Equità Territoriale

 

(1 giugno 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 

 



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