di Giancarlo Grassi
Quanto si dice matar dos pajaros de un tiro – che noi traduciamo più gentilmente con il noto due piccioni con una fava: De Luca non si può ricandidare, la legge campana è incostituzionale (e lui commenta: “La legge non è uguale per tutti” e poteva risparmiarsi la battuta) e la sentenza sembra suonare il de profundis anche per le pulsioni terzomandatarie di Luca Zaia in Veneto che era un’ottima maniera, forse la migliore, probabilmente l’unica, per tenerlo alla larga dalla poltrona che Salvini – senza avversari – si è visto riconfermare per acclamazione appena pochi giorni fa.
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Se De Luca e Salvini non ridono, probabilmente Elly Schlein e Giorgia Meloni sì: perché la sentenza contro la legge campana abbassa presumibilmente le tensioni e renderà più semplice, almeno in Campania, l’accordo PD-M5S sulla poltrona di Governatore (c’è prontissimo un popolarissimo e sempre più istituzionale Roberto Fico) e anche in Veneto – dove la Lega ha deciso di rendere noto che “Il Veneto è della Lega” come se fosse scritto in uno dei libri sacri che ogni tanto Salvini brandisce quando è a corto di argomenti – dove la Lega senza Zaia è morta, si dovrebbe arrivare a una trattativa più tranquilla. Per ora quello che è certo è il risultato: terzo mandato niente che testimonia la lungimiranza di Stefano Bonaccini che dall’argomento di è sempre tenuto saggiamente distante.
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(9 aprile 2025)
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