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Con l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini si è data la possibilità all’ex leader di difendersi in Tribunale, difendendo l’indifendibile. Gli si è dato, insomma, il diritto di presentarsi da cittadino normale in grado di difendersi grazie agli strumenti messi a disposizione dalla legge. Quel diritto che lui, per calcolo politico, non ha mai dato a chi vedeva più debole di lui. Allo stesso tempo gli si è data dimostrazione di civiltà, e non di quell’inciviltà che lui ha regalato durante gli ultimi anni quando ha aizzato i cani uno contro l’altro e ha reso questo paese sempre più incivile fino all’Open Arms, con una decisione presa nei termini che sappiamo. Proprio perché c’è differenza tra civiltà ed inciviltà, ora che dopo la sentenza è iniziata la martirizzazione del giocherellone del Papeete si cerchi di evitarne la lapidazione. Perché la civiltà, come insegna la Le Pen della Garbatella con le sue grida, non sta mai dalla parte dell’essere forcaioli. E non occorre essere Salvini per essere forcaioli con gli altri e garantisti con se stessi. Basta essere italiani ed avere accesso a un social.
(31 luglio 2020)
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