La Calabria brucia. Il presidente facente funzioni Spirlì inaugura mostre

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di Massimo Mastruzzo*, #Politica

Una situazione che va avanti da più di 10 giorni: vanno a fuoco le Faggeta Vetuste della Valle Infernale, patrimonio Unesco, il fuoco ha raggiunto e bruciato anche uno dei boschi di Pino Calabro più importanti e secolari del Parco, il bosco di Acatti. Una pineta naturale caratterizzata da individui di maestose dimensioni, dove è presente la rovere meridionale, il leccio e l’abete bianco. Il santuario di Polsi che era circondato da castagneti antichi, oggi è circondato dalle fiamme. Nel mentre Spirlí fa la sua comparsa a San Luca per inaugurare una mostra fotografica.

L’Aspromonte è sotto attacco. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale faccia convergere immediatamente i mezzi aerei per domare le fiamme che assediano uno dei parchi nazionali più belli d’Europa. Il Prefetto di Reggio Calabria faccia ogni sforzo necessario per l’impiego delle forze di polizia e dell’esercito per prevenire le aggressioni criminali alla Natura e alla vita delle persone. Fondamentale è in questi giorni fare presto, rimediando a quanto doveva essere già stato fatto, o sarà, e già lo è, troppo tardi.

La responsabilità di non aver pianificato nella Regione Calabria un’adeguata ed immediata risposta a ciò che era prevedibile è sotto gli occhi di tutti.

Interi territori di montagne, boschi, foreste, campagne, così come Sindaci, cittadini, agricoltori, allevatori, sono stati lasciati soli a combattere contro con il fuoco che avanzava inesorabilmente provocando morti e danni ambientali devastanti. Ad aggravare la situazione in Calabria in questo periodo e la mancanza dell’acqua in molti comuni e zone agricole, una condizione di disagio e di sottrazione di diritti inaccettabile. Un’ulteriore dimostrazione, quando ve ne fosse ancora bisogno, di come in Calabria si stia vivendo una vera e propria emergenza nazionale.

Sentire parlare oggi il Governo di ristori per danni che non sono più recuperabili, dopo
che, per andare incontro alle ‘difficoltà organizzative’ dei partiti che da anni si alternano alla guida della regione Calabria, ha avallato questa assurda situazione di sospensione della democrazia con un presidente, Spirlì, non eletto dal popolo che da circa un anno ricopre un ruolo che non gli compete, se non appunto per gentile concessione del governo nazionale, e che il centrodestra ha la spudoratezza di ricandidare, rappresenta quell’insopportabile beffa che si aggiunge al danno.

Sono giorni che le montagne bruciano ma capacità di investire in prevenzione, tutela, manutenzione e valorizzazione, non sembra essere nelle corde di sta amministrando la regione, che a quanto pare preferisce agire solo, e male, nell’emergenza. Cambiare si può, ma serve una riEvoluzione politica e culturale, non è più possibile riaffidare la gestione del futuro di questa regione a chi ne sta già distruggendo il presente.

 

*Direttivo nazionale M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

 

(11 agosto 2021)

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