Calabria. A quasi due mesi dal voto il consiglio che doveva salvare la Regione non riesce ancora a riunirsi

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Foto: Luigi Salsini | LaPresse

di Redazione #Calabria twitter@gaiaitaliacom #Maiconlalega

 

Essere centrodestra, così come hanno il coraggio di chiamarsi i neofascisti del nuovo millennio, è una cosa impegnativa. Impegnativa perché fai triplo lavoro: ti metti insieme per le elezioni con un programma comune, vinci le elezioni, quando va bene, e quindi non governi perché te ne freghi o ti dimentichi del programma e ti perdi nello scannatoio per le poltrone.

Succede così anche alla giunta di centrodestra che più centrodestra non si può, quella la cui presidente rimase senza voce subito dopo le elezioni senza sapere che sarebbe stato un segno dell’inevitabile destino, e che ora, a quasi due mesi dalle elezioni, non è ancora riuscita a riunire il consiglio regionale per tutta una serie di veti incrociati tra Salvini, MeloniBerlusconi per questioni di poltrone. Perché per loro il benessere del cittadino è tutto.

Così mentre la Lega è commissariata, la presidente fa quadrare il cerchio delle deleghe agli assessori e la Calabria è paralizzata – ufficialmente per Coronavirus, e li vogliamo vedere, seduti sulla loro immobilità adeguare le inadeguate strutture sanitarie della regione al grandissimo casino che li aspetta – il Consiglio regionale non riesce ancora a riunirsi, la Calabria viaggia in modalità provvisoria e la presidente Santelli che più di una spada di Damocle ha sulla uno dei piloni del ponte Brooklyn. Anzi, di quello sullo Stretto, manca poco e ritireranno fuori la vecchia storia.

I soliti vecchi giochi da centrodestra, come vedete, mentre all’orizzonte si profila la più grave minaccia sanitaria degli ultimi cento anni e loro lì, immobili, a giocherellare con le poltroncine. Come se nient fosse…

 

(18 marzo 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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