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Metti che ci sia il rischio di infiltrazioni mafiose al Comune di Bari….

Il ministero dell’Interno ha avviato indagini all’interno del Comune di Bari per possibile voto di scambio durante la tornata elettorale del 2019, istituendo una commissione d’inchiesta per il rischio di infiltrazioni mafiose all’interno della struttura comunale. La nomina della commissione avviene dopo l’esame della documentazione e l’ipotesi più accreditata dai media è quella di un prossimo scioglimento del Consiglio comunale.

Il Viminale ha lanciato la sua precisazione in una nota stampa citata da Repubblica: “In relazione al provvedimento di accesso ispettivo nei confronti del Comune di Bari, di cui ha dato notizia il sindaco Decaro” si precisa “che lo stesso si è reso necessario in esito ad un primo monitoraggio disposto dal Viminale circa i fatti emersi a seguito dell’indagine giudiziaria che ha portato a più di 100 arresti nel capoluogo pugliese e alla nomina, da parte del Tribunale, ai sensi dell’articolo 34 del codice antimafia, di un amministratore giudiziario per l’azienda Mobilità e Trasporti Bari spa, interamente partecipata dallo stesso Comune”. La nota stampa continua precisando che “l’accesso ispettivo, disposto ai sensi di specifiche previsioni di legge, a Bari come in altri diversi enti locali per analoghe circostanze, non è pregiudizialmente finalizzato allo scioglimento del Comune bensì ad un’approfondita verifica dell’attività amministrativa, anche a tutela degli stessi amministratori locali che potranno offrire, in quella sede, ogni utile elemento di valutazione”.

Proprio a tal proposito il sindaco Antonio Decaro ha inviato un voluminoso fascicolo che descrive dettagliatamente tutte le azioni compiute dall’amministrazione, un voluminoso dossier, “composto da 23 fascicoli e migliaia di pagine” in cui questa azione dell’amministrazione è riassunta, ma non si trattiene parlando di “atto di guerra nei confronti della città di Bari” dichiarazione che non servirà certamente a smorzare le polemiche, abbassare i toni o impedire che la commissione vada avanti e che conferma che l’imbarbarimento del linguaggio in atto non fa bene a nessuno.

Da Decaro arrivano anche altre accuse contro le destre che, “al seguito della richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del Governo”, cavalcano la questione “voto di scambio” (tutto da dimostrare) “in cui sono stati arrestati tra gli altri l’avvocato Giacomo Olivieri e la moglie, consigliera comunale eletta nelle file di centrodestra” nel tentativo, continua il Sindaco di Bari, di “sabotare il corso regolare nella vita democratica della città, proprio (guarda caso) alla vigilia delle elezioni. Elezioni che il centrodestra perde da vent’anni consecutivamente. Per le quali stenta a trovare un candidato e che stavolta vuole vincere truccando la partita”.

A proposito dell’indagine è ancora Repubblica a scrivere che l’Antimafia “ha inferto un duro colpo al clan Palermiti-Parisi, ha portato alla nomina di un commissario giudiziario per Amtab, la municipalizzata in cui alcune assunzioni sarebbero state decise dal gruppo malavitoso”.

Interviene sulla questione anche Elly Schlein, ormai specialista in uscite poco felici e fuori tempo massimo: “Rimaniamo basiti rispetto alle modalità con cui il ministro Piantedosi ha annunciato la nomina della Commissione per la verifica dello scioglimento del comune di Bari. Una scelta che arrivando a tre mesi dalle elezioni sembra molto politica, facendo seguito all’iniziativa di alcuni parlamentari della destra e di due membri del governo e non avendo nemmeno esaminato la documentazione presentata dall’amministrazione del sindaco Decaro. Non si era mai visto ed è molto grave”. Quando era Berlusconi e la sua parte politica a gridare le stesse cose, il partito di cui ora Schlein è segretaria senza un gran futuro, non la pensava allo stesso modo. Questa è cronaca, non endorsement politico né umana (in)comprensione. E che il giudizio venga da Schlein che dall’interno della Regione Emilia-Romagna ha vissuto il dramma non solo mediatico del processo AEmilia, stupisce anche di più.

La commissione di accesso sarà formata da tre funzionari e dovrà depositare le conclusione entro tre mesi, poi la parola al Prefetto e a Viminale.

 

(20 marzo 2024)

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