di Pa.M.M.
Succede che i grandi direttori editoriali dei giornalissimi che possono passare in televisione per endorsement politico, ritengono di avere quindi la libertà di poter dire la prima cosa che gli passa per la testa solo perché sono in televisione.
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Succede spesso ultimamente da Lilly Gruber – l’ospite è sempre lo stesso, e non si ha nemmeno voglia di citarlo, perché si cita da sé – dove, ad esempio nella serata del 27 gennaio, l’uomo decide di parlare di Elly Schlein come di una che non ha mai lavorato al contrario della Divina presidente del Consiglio che ha addirittura fatto la baby-sitter (poteva crescerli meglio, già che c’era, visto ciò che è successo a Firenze), procurandosi l’ennesima figuraccia.
Così tocca informare i partecipanti alla festa delle destre dove tutti, ma proprio tutti, si sentono in diritto di dire la qualunque che Elly Schlein è stata una documentarista (anche bravina) e una segretaria d’azienda, prima di intraprendere la carriera politica. Dunque non solo non è vero che non abbia mai lavorato come l’Esimio direttore editoriale ha pontificato, ma ha lavorato nonostante venga da una famiglia agiata e probabilmente per spirito di indipendenza.
A riprova che le informazioni non solo distorte, ma infelici come certa gente diventano puntuali boomerang che si ritorcono contro chi le fornisce, in modo strumentale e superficiale, a difesa del capetto di turno. Una tristezza infinita.
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(28 febbraio 2023)
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