di Redazione, #Bari
“Te ne devi andare perché io i ne*ri qui non li voglio“, la gerente-contessa si è espressa da donna di alto rango, lignaggio e cultura buttando fuori dalla sua rosticceria un giovane operaio del Benin, appartenente al gruppo di operai che posava la fibra ottica lì vicino (ergo col suo lavoro contribuiva insieme agli altri al funzionamento delle connessioni internet della zona) e che voleva mangiare. Pagando, naturalmente.
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I fatti a Trani circa quattro settimane fa, con la notizia ripresa dalla stampa locale pugliese nei giorni scorsi, perché l’odio gratuito fa assai più notizie delle presunte ragioni dei razzisti, e avvengono dopo legittima richiesta del giovane di consumare un pasto – avere addirittura l’ardire di voler mangiare, pagando, pollo e patatine, che mancanza di rispetto! – questa la richiesta inoltrata alla gentile gerente (gestrice o proprietaria?).
L’operaio originario del Benin aveva chiesto un cartoccio con pollo e patatine.
La posatura di cavi della fibra ottica stava avvenendo vicino alla cattedrale di Trani. La cattiveria dell’odiatrice da rosticceria si agiva poco lontano da quel luogo. Nonostante le pressioni dei colleghi, Martin, raccontano le cronache locali, ha deciso di non denunciare l’episodio ai carabinieri, (e ha fatto male) accontentandosi, perché chi ha più testa la usa, del fatto che il giorno dopo il figlio della rosticciera furiosa si sia presentata al cantiere per porgergli le sue scuse.
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(9 novembre 2021)
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