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Armi e spaccio di droga, 23 arresti di camorra a Napoli
I poliziotti della Sezione investigativa del Servizio centrale operativo (Sisco) e della Squadra mobile di Napoli hanno arrestato 23... →
Aveva costretto quarantatre dei suoi operai, in nero e trattati come schiavi, in uno stanzino di pochi metri quadri, senza luce e senza servizi e li aveva tenuti lì per sei ore fino a quando le forze dell’ordine non si sono insospettite vedendo una porta blindata chiusa e non hanno costretto l’imprenditore-schiavista ad aprirla.
Gli operai-schiavi erano stati fatti entrare e chiusi dentro in fretta e furia quando le forze dell’ordine erano arrivate nell’azienda dove l’imprenditore (fa vergogna chiamarlo imprenditore) li faceva lavorare in condizioni umilianti, in nero ed in situazione di semi-schiavismo. L’uomo è stato arrestato, gli è stata comminata una multa di 600mila euro e sicuramente la storia non finirà lì.
Accade a Melito di Napoli e non è certamente utile a far cambiare i pregiudizi che gravano sulla zona anche a causa di episodi come questo. Le 43 persone liberate vivevano un vero e proprio inferno: una prigione nella quale venivano tenuti segregati. Sono tutti italiani, tutti senza contratto. Tutti schiavizzati. Producevano per le grandi griffe. Una vergogna.
Lo spettacolo “canto d’amore alla follia” arriva ad Anacapri (Na)
C’è una parte sana di follia in ciascuno di noi, che il teatro, praticato in contesti di marginalità... →
(16 novembre 2019)
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