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Il più brutto Sanremo della storia recente – di una qualità imbarazzante le canzoni, ha visto la vittoria di Diodato, secondo Francecso Gabbani, al terzo posto i Pinguini Tattici Nucleari. Soliti fischi e rumoreggianti della sala, come da copione.
Prima un Fiorello inguardabile che deve riempire come può lo spazio che serve per elaborare i dati dell’ennesimo televoto (un sacco di soldi buttati a un massimo di 0,51 centesimi a chiamata o sms). Prima dello stiracchiare di uno spettacolo lunghissimo in attesa dei risultati, Biagio Antonacci aveva interpretato l’ennesima cover di se stesso. Insomma un trionfo di conservatorismo all’italiana. Poi il solito buonismo finale. E poi Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Cristian De Sica e Paolo Rossi travestiti da PopCorn col manager Diego Abatantuono (in promozione film). Il resto è ego.
Quasi ripugnante.
Premio della Critica a Diodato che vince anche il Premio Lucio Dalla.
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E sono le 2.32. Maledetti.
(9 febbraio 2020)
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