di Gaiaitalia.com SUD

In vista delle elezioni Politiche del 2027, anche in Sardegna cominciano a circolare le prime indiscrezioni sulle possibili candidature e sui futuri assetti politici. Secondo le indiscrezioni, Manuel Pirino sarebbe indicato come capolista, seguito dal presidente di +Europa Matteo Hallisey. Al centro del possibile progetto, diritti, libertà, sviluppo e soprattutto Europa e in vista delle elezioni Politiche del 2027, anche in Sardegna cominciano a circolare le prime indiscrezioni sulle possibili candidature e sui futuri assetti politici.
Tra le voci che arrivano dagli ambienti politici dell’isola ce n’è una che riguarda +Europa e che, se confermata, potrebbe rappresentare uno dei primi tasselli del percorso verso le prossime elezioni. Secondo quelle che vengono definite “voci di palazzo”, il partito starebbe valutando la candidatura di Manuel Pirino come capolista in Sardegna, seguito al secondo posto da Matteo Hallisey, presidente di +Europa. Una notizia che, è bene precisare, non è stata ufficialmente confermata dal partito.
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Al momento, inoltre, né Pirino né Hallisey hanno rilasciato dichiarazioni di smentita rispetto all’indiscrezione. La possibile scelta sarebbe legata anche al percorso di collaborazione politica costruito dai due negli ultimi due anni, un rapporto che si è progressivamente consolidato attraverso iniziative e battaglie comuni. Ma, più dei nomi, sarebbe soprattutto la visione politica a caratterizzare l’eventuale proposta. E qui l’Europa assumerebbe un ruolo centrale. Non un’Europa evocata soltanto come principio o come appartenenza, ma l’Europa come dimensione politica nella quale la Sardegna può e deve giocare la propria partita. L’isola, infatti, potrebbe guardare a Bruxelles non soltanto come luogo dal quale arrivano vincoli e finanziamenti, ma come uno spazio nel quale portare direttamente le proprie esigenze, le proprie competenze e le proprie ambizioni.
Una Sardegna più europea significherebbe, in questa prospettiva, investire maggiormente sulle opportunità offerte dall’Unione Europea, sulla mobilità, sulla formazione, sulla ricerca, sull’innovazione, sulla transizione energetica, sulle infrastrutture e sulla capacità delle imprese sarde di competere in un mercato continentale. Ma significherebbe anche difendere in Europa i diritti e le libertà dei cittadini, rafforzando quei principi di democrazia liberale che rappresentano uno dei tratti distintivi di +Europa.
Diritti civili e umani, libertà individuali, laicità dello Stato, europeismo, economia e sviluppo sarebbero dunque alcuni dei temi sui quali costruire un’eventuale proposta politica.
Con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alla necessità di fermare lo spopolamento dell’isola, creando condizioni concrete perché giovani, professionisti e competenze possano scegliere di restare in Sardegna o, dopo un’esperienza fuori dall’isola, possano decidere di rientrare. L’idea di fondo sarebbe quella di superare una visione della Sardegna come periferia di Roma, immaginandola invece come una regione europea del Mediterraneo, capace di sfruttare la propria posizione geografica e le proprie peculiarità per diventare protagonista delle grandi trasformazioni che interesseranno l’Europa nei prossimi decenni.
Naturalmente, il percorso è ancora tutto da definire: +Europa potrebbe infatti aprire un dialogo con altre realtà politiche, civiche e associative, verificando la possibilità di costruire una proposta più ampia e inclusiva in vista delle Politiche 2027.
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Per ora, dunque, nessuna candidatura ufficiale e nessuna conferma da parte del partito. Ci sono le indiscrezioni, ci sono i nomi e, soprattutto, non ci sono state smentite.
La prossima sfida, se il progetto dovesse prendere forma, potrebbe essere quella di costruire una proposta capace di tenere insieme diritti, libertà, Europa e sviluppo, partendo dalla Sardegna ma guardando molto più lontano.
Perché la questione, in fondo, non sarebbe soltanto come portare la Sardegna a Roma. Sarebbe capire come portare la Sardegna in Europa.
(27 agosto 2026)
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