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Red Ronnie e la piazzata contro il Green pass (perché io valgo)…

di Giovanna Di Rosa, #spettacolo

Tutti incazzatissimi. Soprattutto coloro per i quali le porte sono sempre state aperte, quasi tutte, grazie a facce famose più o meno guardabili, più o meno riconoscibili, più o meno credibili. La pandemia ha ricordato a tutti, belli e brutti, che siamo più o meno tutti uguali, anche nell’illuderci col famoso ne usciremo migliori.

¡Por favor! Suona quasi disonorevole prendersi la briga di commentare (Lorenzo Tosa dalla sua pagina Facebook lo ha già fatto prima di noi), l’avventura disavventura vissuta da quel Red Ronnie che lui vale per via di roba fatta eoni fa, di un certo pregio, per i tempi, che si presenta a Messina per entrare a godersi la mostra del Caravaggio.

All’ingresso, gli impudenti, gli chiedono il Green pass – perché lo chiedono a tutti – e lui rifiuta di mostrarlo. Dunque gli impudenti hanno addirittura l’ardire di non farlo entrare.

Pare abbia montato uno show indimenticabile, tirando in ballo la Costituzione che protegge  lo stato di salute del cittadino (ma è una legge dello Stato e non la Costituzione: si chiama Legge sulla privacy, privacy con la quale puntualmente ci puliamo il culo ogni volta che apriamo un social. Uno qualsiasi…); a tirare in ballo invece il diritto alla privacy, non lo diciamo per vantarci, è l’articolo 12 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo mentre la Costituzione Italiana ne accenna vagamente all’art. 2…

Comunque poi, dopo la sfuriata, che gli piacesse o no, essendo un comune mortale che mangia dorme e la fa anche lui, Red Ronnie è tornato a casa. Naturalmente, in nome della privacy, ha racconta tutto su un social network strumento che, come tutto il mondo sa, non fa che aiutarci [sic] a combattere la “dittatura sanitaria”  e a gridare “libertà, libertà”, mentre alla testa del corteo ci sono neofascisti condannati per spaccio di cocaina.

Viene un respiro di sollievo a pensare che ne siamo usciti migliori. Pensate se ne fossimo usciti peggiori. E in mezzo a tanti difensori d’ufficio della libertà altrui (personalmente la mia la difendo da solo, se ce ne fosse bisogno) quello che mancava ero lo scandalo raccontato dalla star di molto tempo fa, sul social. Al quale si racconta ormai anche il numero della copule settimanali.

Viene poi da chiedersi, come ha fatto Bufale.net, come mai abbia mostrato il Green pass per prendere l’aereo senza battere ciglio, per scatenare un putiferio al Museo… Decisamente ne siamo usciti migliori. Alcuni più di altri.

 

(22 settembre 2021)

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