di Giovanna Di Rosa #BellaCiao twitter@gaiaitaliacom #Politica
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A Tuglie, paesino del Salento governato da un Sindaco il cui cuore batte a centrodestra, non si può cantare pubblicamente Bella Ciao, o meglio diffonderla da un auto con altoparlanti, perché “non si tratta di una manifestazione condivisa”. Finalmente qualche Sindaco di centrodestra lo dice chiaramente. “Bella ciao”, non la vogliamo. E il 25 aprile nemmeno.
Lo scrive Il Fatto Quotidiano che cita la storia dell’associazione locale Tuglie Bene Comune alla quale il Sindaco Massimo Stamerra con la motivazione che il diffondere Bella Ciao dagli altoparlanti di un’auto in occasione del 25 aprile “Non può assumere il valore di una manifestazione condivisa perché si colloca al di fuori delle tradizioni del nostro paese“.
Tuglie, comune di 5mila abitanti nel cuore del Salento, o meglio il suo Sindaco, ha così negato l’autorizzazione a diffondere da un’auto con gli altoparlanti per le strade del paese “Bella Ciao”, il brano simbolo della Resistenza, all’associazione Tuglie Bene Comune che voleva così celebrare il 25 aprile, coinvolgendo la cittadinanza per cantare tutti insieme dai balconi.
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La notizia sarebbe politicamente commentabilissima, così come la decisione del Sindaco. Tutte e due però, Sindaco e notizia, si commentano assai bene da sole.
(27 aprile 2020)
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