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Sulla tragedia di Cutro il Governo se la canta e se la suona e si lava la coscienza con il consiglio dei Ministri in loco

di D.S.

Non c’è bisogno di commentare ulteriormente la fredda burocrazia dell’uomo che si definisce da sé un questurino con sprezzo del pericolo, dell’umanità e della burocrazia stessa, forse vittima del pregiudizio che la mancanza di umanità e di compassione siano le uniche qualità che possano andare a braccetto con la gestione del potere.

Pensiamo che l’uomo sia mal consigliato, trovando il cattivo consiglio terreno fertile, probabilmente, all’interno di un arido burocratese eletto a oggetto di culto. Almeno parrebbe. Il resto della compagine governativa sembrerebbe silente. Ma riteniamo di percepire movimenti, lenti ma sempre movimenti sono, della presidenza del Consiglio verso una minore autonomia di gestione della augusta coppia Piantedosi-Salvini rispetto alle questioni migranti. Bene ha fatto Meloni ha coinvolgere Von Der Leyen (che ha risposto positivamente, ma è in scadenza e potrebbe essere la prossima segretaria NATO, speriamo si muova prima), meno bene ha fatto a dimenticarsi che a bloccare gli accordi umani sui migranti è il suo amico Orbán da Budapest. Ma non si può infierire.

In soldoni il governo Meloni ha detto un sacco di cose sulla tragedia di Cutro senza dire assolutamente nulla. Tutto per ora rimarrà com’è e Meloni e i suoi ministri si laveranno la coscienza con la sceneggiata, che potevano evitarsi, del Consiglio dei Ministri che si terrà a Cutro, proprio nel luogo della tragedia. L’omaggio dei potenti alla loro stessa incapacità. Più di destra di così….

 

(8 marzo 2023)

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