La causa scatenante, probabilmente non l’unica forse però quella che ha dato la stura alla rivoluzione pensata da Ruotolo, il caso dell’arresto del tesoriere del Pd campano, Nicola Salvati, nell’ambito di una indagine sullo sfruttamento dei migranti. Necessaria, al di là del deluchismo imperante, che non è detto sia un bene, un rinnovamento del partito.
Il battagliero europarlamentare Sandro Ruotolo ha riacceso i riflettori sulla necessità di un rinnovamento del partito in Campania, dettata anche dallo strenuo conservatorismo di Vincenzo De Luca, ostinatamente determinato a candidarsi per un terzo mandato, contro il partito e salvo una decisione ostativa della magistratura. Sandro Ruotolo, tra i maggiori sostenitori della linea di Elly Schlein, sta lavorando da tempo per imprimere la spinta al profondo rinnovamento del PD in Campania – che è lecito ritenere che avrebbe positive ripercussioni anche sul PD nazionale.
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“Il rinnovamento”, ha detto Ruotolo a Fanpage.it “è qualcosa che abbiamo iniziato già a fare, ma non ci siamo ancora. Il fatto di non aver rinnovato la tessera al presidente del consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, mi sembra un segnale importante. Il fatto di aver detto basta sul terzo mandato a Vincenzo De Luca, significa di dire basta con un sistema di potere (….) il Presidente della Regione Campania ha iniziato a fare politica quando la segretaria del Pd aveva 5 anni…”; Poi Ruotolo prosegue con una ficcante osservazione politica che certamente non piacerà a De Luca: “Nel governo di De Luca non c’è il Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, invece noi come modello nazionale e locale abbiamo quello del campo largo“.
La guerra interna al PD campano è appena iniziata. L’invito è chiaro: “Entrate nel PD, scassiamolo e cambiamolo”. E Matteo Renzi dimostrò ampiamente che il PD è scalabile (poi lo rese anche scannabile, ma questa è un’altra storia).
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(14 febbraio 2025)
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