di G.G. #Maiconsalvini twitter@gaiaitaliacom #Razzismo
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Non lo sapeva quasi nessuno, tanto meno noi, ma era intuibile diciamo. Però c’è voluto un quotidiano online torinese CronacaQui che ha scovato la condanna tra gli atti del procedimento contro Salvini per vlipendio alla magistratura, in corso proprio a Torino.
La condanna a Matteo Salvini risale al 2009 ed il segretario leghista è stato è stato condannato per istigazione all’odio razziale dopo che durante un raduno della Lega a Pontida, in provincia di Bergamo, l’allora deputato del Carroccio – e non ancora segretario – aveva intonato cori contro i napoletani come racconta il quotidiano Tpi.it che cita CronacaQui e l’articolo di Stefano Tamagnone dell’11 gennaio 2020.
In seguito a due denunce il Tribunale di Bergamo gli aveva applicato un decreto penale di condanna per violazione della Legge Mancino. E se ha notizia dieci anni dopo perché il pm torinese Emilio Gatti ha chiesto l’acquisizione del decreto penale perché ritiene possa contribuire a delineare la personalità dell’imputato. “Napoletani colerosi e terremotati” fu il grazioso epiteto affibbiato ai napoletani che oggi vengono corteggiati dalla nuova Lega messianica.
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E’ stato peculiare, il rapporto di Salvini con il calcio, ci furono tempi in cui dichiarava: “Andremo allo stadio con i sacchi della spazzatura (…) se i napoletani si offendono, pazienza” in riferimento ai problemi che Napoli affrontava ai tempi con lo smaltimento dei rifiuti. Del resto nessuno (o quasi) può comandare il proprio cuore di tifoso.
(12 gennaio 2020)
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