Pubblicità
25.3 C
Napoli
18.9 C
Palermo
24.6 C
Cagliari
Attiva DAZN
Pubblicità
HomeCopertina SudL'indistruttibile, granitica, inossidabile unità delle destre è a pezzi dal Piemonte alla...

L’indistruttibile, granitica, inossidabile unità delle destre è a pezzi dal Piemonte alla Sicilia. O delle previsioni di Salvini

di Giovanna Di Rosa

Dopo essere stato preso a schiaffoni dall’elettorato a Roma e a Milano, il segretario leghista che ormai piace politicamente solo a Berlusconi e allo zoccolo duro leghista che voterebbe anche un morto, basta che sia morto-leghista, aveva garantito “Entro dicembre avremo i candidati del centrodestra” (si ostinano a definirsi centrodestra) “per le prossime amministrative”.

Era dicembre 2021, siamo ad aprile 2022, elezioni amministrative il 12 giugno insieme a cinque improponibili quesiti referendari sulla Giustizia -l’abolizione della Legge Severino tra tutti – e dei candidati unitari delle destre unitarie nemmeno l’ombra. In compenso molti inviti a farsi da parte come quello di La Russa a Musumeci invitato a togliersi di mezzo affinché a giugno si voti anche per le regionali (son cose serie le elezioni). Salvini è politicamente ben visto a Palermo e a Messina come una donna nuda alla messa della domenica, e tra atti di sfiducia e ricorsi al Tar, finti baci alla Via col Vento più patetici che utili, FI-Lega-FdI franano sui territori complici scelte incomprensibili dei loro vertici e l’insensato scorribandare dell’ex ministro del “Datemi pieni poteri” sbugiardato persino in Polonia.

Cosa resta dunque della sbandierata, indistruttibile, granitica, inossidabile unità delle destre a pezzi dal Piemonte alla Sicilia? Esattamente ciò che rimane delle previsioni e dell’agire politico di Salvini. Il nulla. E la grande fuga dalla Lega a FdI. Addirittura a Genova hanno “dovuto” togliere il nome di Salvini dal logo. Non più Lega di Salvini ma Lega di Bucci, una virata a 360° persino comica, ma almeno Bucci il merito di essere un ottimo manager ce l’aveva anche prima di essere eletto. Così in Sicilia avanti tutta con cinque candidati, tutti di differenti sensibilità di destra, ma in piena unione: Francesco Scoma (Lega), Carolina Varchi (Fdi), Roberto Lagalla, dell’Udc, Salvatore Lentini direttamente dagli autonomisti di Raffaele Lombardo con l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio, pronto a scendere in pista con Fi. Poi ci sarebbe anche l’eurodeputata Francesca Donato, uscita a settembre dalla Lega e ora vicina a Italexit di Gianluigi Paragone.

Eccole di nuovo queste destre perfettamente uguali a ciò che erano nel 2011 e anche prima nel 2008 quando stavano già tutti lì, erano le stesse facce e dicevano le stesse cose e non se ne sono nemmeno accorti che dal 2011 al 2022 ci sono passati due eoni sotto i piedi. Loro stanno lì a scannarsi per un voto, mentre il mondo salta in aria, e sono ancora in confusione: indecisi tra la realtà reale e quello che gli tocca raccontare ad un elettorato che la realtà vera non la vuole vedere perché poi non sa più con chi prendersela. Così ci tocca continuare a seguire i giochicchi di Palazzo dei quali, secondo noi, nemmeno queste destre ne possono più. Se stanno pensando a un regicidio incruento, toccava pensarci prima.

 

 

(20 aprile 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 



POLITICA