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Calenda chiama in piazza nel dopo Navalny. Adesione bipartisan. E la Lega prima minaccia querele e poi si aggrega per ultima

Dopo che Carlo Calenda ha attaccato quelli che ha definito “putiniani d’Italia” sul caso di Aleksej Navalny, morto ieri in prigione ricordando che “Matteo Salvini non ha ritenuto di dire una parola sull’assassinio di Navalny – c’ha pensato Crippa – e dopo avere rimediato minacce di querela, nasce l’idea meravigliosa del leader di Azione: una manifestazione per ricordare il dissidente russo dopo che in tutta Europa in piazza ci si sono radunati spontaneamente (in Italia si sta tranquilli, con il rotear di manganelli degli ultimi giorni).

Pronta Elly Schlein: “Noi ci siamo. Per contrastare un regime che uccide il dissenso e la libertà, per solidarietà a chi oggi in Russia viene arrestato perché dissente da Putin e protesta per la morte di Navalny”. Quindi le adesioni di Europa verde con Angelo Bonelli; il M5S e + Europa e quindi Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi moderati. Tocca alla fine aderire anche alla Lega sempre più isolata (e sempre più trasparente nella sua opacità) e lo fa “in onore di Aleksej Navalny” come le dichiarazioni di Crippa, dovrebbe chiamarsi Crippa, che è quello che vuole “le prove oggettive”. Eccole qua le prove oggettive: Aleksej Navalby morto per “sindrome da morte improvvisa”, come vuole quella che viene lanciata come spiegazione ufficiale. Che è un po’ come dire: Anna Politskovskaya è morta perché le hanno sparato (ricorderanno, quelli di buona memoria, che la giuria popolare diede forfait al processo).

La fiaccolata si terrà in Campidoglio, a Roma, lunedì 19 febbraio alle 18,30.

 

 

(17 febbraio 2024)

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