Monopattini a Napoli: la sperimentazione al vaglio della commissione consiliare

di Redazione #Napoli twitter@gaiaitaliacom #Mobilità

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente dal Comune di Napoli il comunicato stampa che segue relativo alla sperimentazione dei monopattini in città, dopo la riunione della commissione Infrastrutture e Mobilità ha oggi discusso della sperimentazione in corso del servizio di sharing di monopattini elettrici..

È nell’ottica del miglioramento del servizio offerto, ha argomentato la consigliera Roberta Giova, che vanno chiesti chiarimenti su alcuni aspetti della sperimentazione in corso a Napoli come in altre grandi città, a partire dalla sollecitazione venuta dal Presidente della Repubblica sulla mancanza di una regolamentazione univoca e strutturale di questi mezzi in relazione al Codice della Strada. Inoltre, mancano dati sulla sperimentazione a Napoli, ad esempio sul numero di incidenti; una statistica che, in Italia, vede Roma e Milano, a due mesi dall’avvio, detenere il primato negativo: la prima con 60 incidenti, la seconda con 138. Su questo fronte, occorre intanto chiarire come si articola la responsabilità in caso di incidenti, ma il problema che ora desta maggiore preoccupazione, dato il diffondersi dei contagi, è quello della sicurezza. L’Amministrazione, ha dichiarato Giova, sbandiera i dati del successo dell’iniziativa, ma le 31mila persone che hanno utilizzato il monopattino elettrico per poi lasciarlo per strada in attesa di un nuovo utilizzatore, hanno usato le precauzioni anti-contagio? Vengono sanificati, e come, i monopattini? Insomma, sono molti i punti da chiarire. Da qui la proposta di Giova: partecipi al tavolo che monitora la sperimentazione anche il presidente della commissione consiliare Mobilità, per rappresentare le molte domande che si pongono i cittadini sul servizio e per contribuire a tutelarne la salute in questo periodo di particolare preoccupazione.

La commissione metterà nero su bianco i punti critici, ha detto il presidente Esposito, e chiederà all’assessora competente di confrontarsi su tutti gli aspetti sollevati, in particolare sui rischi per la salute e per l’incolumità dei cittadini.

I monopattini abbandonati per strada sono una possibilità di contagio infinita, ha aggiunto il consigliere Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), senza contare che l’esperienza concreta di questi giorni mostra un uso anarchico del mezzo. Chi controlla che sia rispettato il Codice della Strada? E chi informa gli utilizzatori sulle regole da seguire? Non può bastare una “app” per scongiurare il rischio di un uso improprio, ad esempio, da parte di minori di 14 anni. C’è in atto una procedura di controllo sul rispetto delle regole in tema di sosta, di sanificazione, di informazione, che la stessa delibera di giunta che ha dato il via al progetto mette in capo al gestore privato? In generale, poi, l’iniziativa ha avuto successo ma, se si guardano i percorsi reali fatti in monopattino, si vede che questo mezzo alternativo è stato usato soprattutto per svago o turismo, e questo è in contraddizione con le finalità dell’iniziativa: migliorare la mobilità in città e mettere a disposizione dei cittadini modalità di spostamento meno inquinanti e meno a rischio assembramenti. Questi obiettivi si possono raggiungere solo in un contesto di pianificazione della mobilità cittadina, che oggi manca.

La sperimentazione andava avviata solo dopo una vera pianificazione del traffico, ha aggiunto Ciro Langella (Gruppo Misto): lo sanno bene i tassisti, che per lavoro stanno ore e ore alla guida e vedono i monopattini sfrecciare contromano, salire sui marciapiedi, ignorare le regole.

Su molte delle questioni sollevate, i tecnici invitati alla riunione hanno fornito spiegazioni e informazioni, considerando anche opportuna la proposta della partecipazione di un delegato della commissione al monitoraggio della sperimentazione che, come a Milano e Torino, ha precisato l’architetta Palazzo, è partita come servizio svolto da un privato che ha partecipato a un avviso pubblico del Comune ed è stato autorizzato a svolgerlo. Un mese, un mese e mezzo di sperimentazione è il tempo che ci si è dati per una prima valutazione del servizio di mobilità alternativa che, con i suoi 58mila chilometri percorsi finora, ha sicuramente fatto risparmiare alla città 103 tonnellate di CO2. L’operatore che si è aggiudicato il servizio versa al Comune 6 euro per ogni monopattino e 40 euro di cauzione. Questi mezzi, dal punto di vista normativo, sono “inquadrati” come biciclette elettriche: non possono superare i 6 chilometro orari nelle aree pedonali e i 25 su una carreggiata. La responsabilità, in caso di violazione del Codice della Strada, è ovviamente in capo all’utente, mentre con una apposita assicurazione il gestore “manleva” il Comune in caso di incidente. I monopattini vengono sanificati ogni giorno dall’operatore e, così come avviene quando si usa un mezzo pubblico o quando si va al supermercato e si usa il carrello, spetta al singolo utilizzatore adottare le precauzioni anti-Covid.

Precauzioni che l’operatore è tenuto a ricordare agli utilizzatori, ha aggiunto l’architetto Leone: quando ci si iscrive alla piattaforma per utilizzare il monopattino, si ricevono tutte le informazioni su come circolare e sulle precauzioni da adottare, e anche su come sostare e lasciare il mezzo alla fine del percorso. Su quest’ultimo punto, ha specificato, è importante chiarire che il monopattino viene messo a disposizione secondo la modalità del “free floating”: l’utente prende possesso del mezzo lì dove si trova, tramite “app”, senza doversi recare in un punto di prelievo fisso, e può lasciarlo, finito l’utilizzo, in un punto qualsiasi della zona in cui viene svolto il servizio, a patto che non intralci la circolazione o la mobilità dei pedoni; è l’operatore che, a fine giornata, recupera i monopattini e procede alla loro sanificazione.

 

(1 ottobre 2020)

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