“Da quasi due anni denuncio pubblicamente, senza paura e senza tornaconti personali, che la sanità sassarese è un disastro annunciato, una vera e propria bomba ad orologeria pronta a esplodere sulle spalle dei cittadini.
Non esiste reparto che non presenti criticità strutturali, organizzative e umane.
Non esiste ambito che non sia attraversato da inefficienze, carenze croniche, disservizi, sofferenze evitabili.
La sanità, che dovrebbe essere un diritto universale, è diventata un enorme business, capace di assorbire circa l’80% del bilancio della Regione Sardegna, senza che a questo corrispondano servizi adeguati, cure dignitose e trasparenza.
È impossibile continuare a fingere di non vedere.
La mafia è dentro il sistema: lo hanno compreso anche i muri degli ospedali, mentre chi avrebbe il dovere di vigilare sceglie troppo spesso il silenzio o la complicità.
Esistono gravi responsabilità, che non sono astratte né collettive.
Hanno nomi e cognomi, così come hanno nomi e cognomi le promesse fatte negli anni a migliaia di disoccupati, usati come merce elettorale e inghiottiti dalla grande piovra della sanità, senza riforme vere né soluzioni strutturali.
Denunciare tutto questo non è populismo. È un dovere civile. È un atto di rispetto verso i pazienti, i lavoratori onesti del sistema sanitario e verso una terra che viene sistematicamente tradita.
Viviamo tempi difficili e bui per la Sardegna. Una terra che potrebbe essere un paradiso, ma che continua a essere devastata da mala gestione, corruzione, clientele e assenza di responsabilità.
Io continuerò a denunciare. Chi governa ha invece il dovere di rispondere.
Il silenzio, ormai, è una colpa”.
Così la lettera aperta di Manuel Pirino, Coordinatore +Europa Sardegna +Europa Sassari Città Metropolitana.
(10 gennaio 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

