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Fabrizio Corona candidato, una volta di più serve il voto delle “casalinghe disperate”?

di Alfredo Falletti

Qualcuno potrebbe anche malignare e pensare che l’Avvocato Lipera possa cercare i voti delle casalinghe disperate in crisi d’astinenza e dei bulletti di quartiere che mitizzano soggetti di successo ottenuto in modo “eclettico e fantasioso” e magari esageratamente spregiudicato.

Conferma arriva dal successo tributato da questo sistema mediatico e di pseudo informazione “montato al contrario e sottosopra” che premia soggetti quantomeno discutibili mentre abbandona, semplicemente perché “non fanno share”, coloro che del rispetto e della legalità ne hanno fatto, e ne fanno, una linea di condotta di vita.

Insomma, chi se ne frega se il multitatuato fotografo abbia commesso talmente tanti reati da accumulare anni e anni di condanne oltre a misure alternative tramite affidamento terapeutico in una “struttura comunitaria”. Ma soprattutto non lo si chiami “paparazzo” perché non ha nulla a che vedere con i grandi Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Elio Sorci, Ezio Vitale, Lino Nanni, tutti nomi celeberrimi dei celebri che hanno immortalato gli indimenticabili divi della Roma della Dolce Vita; paparazzi che sono stati parte integrante del jet-set e dello spettacolo degli anni d’oro ‘50 e ‘60.

Fabrizio Corona ci sembra un soggetto talmente autoreferenziale da vedersi immune da ogni regola o norma (di rispetto parleremo un’altra volta) e con scarso autocontrollo fino ad arrivare ad atti di autolesionismo come nel caso della reazione alla sua traduzione in carcere quando si ferì distruggendo un finestrino di autoambulanza. Del resto già negli atti del Tribunale di Sorveglianza di Milano era stato evidenziato più volte che l’ex “re dei paparazzi” soffre di una “patologia psichiatrica”, e di evidenziare la sua possibilepericolosità sociale“.

Ma la novità che riguarda Fabrizio Corona concerne la sua candidatura al Consiglio Comunale di Catania nella lista del Movimento Popolare Catanese dell’Avv. Giuseppe Lipera che lo considera “geniale” e lo vorrebbe Assessore ai Servizi Sociali e viene spontaneo ipotizzare un ampliamento della delega ai rapporti con la stampa visti i suoi precedenti e soprattutto alla luce dell’ultima impresa: avrebbe venduto alla trasmissione di Massimo Giletti “Non è l’arena” le chat audio tra il boss mafioso Matteo Messina Denaro e due ignare pazienti conosciute dal boss durante la chemioterapia presso la Clinica La Maddalena di Palermo, con il risultato di aver probabilmente contribuito alla sospensione della trasmissione e soprattutto di aver gravemente interferito nella vita privata di persone in buona fede che oltre al dramma della malattia ora ne rischiano un altro.

Nato a Catania, è certamente legittimato alla velleità di agguantare l’occasione e certamente lo è più lui di quanto lo fosse la Fascina berlusconiana eletta a Marsala solo per essere andata da bambina in vacanza in Sicilia. A seguito di tale investitura il fotografo d’assalto si è pronunciato con una serie di banalità altrettanto d’assalto su turismo e sfruttamento di beni culturali (!!!) e naturali e non ha fatto mancare ai giornalisti presenti una considerazione a dire poco epocale: “Ho sempre detto che sarei diventato prima dei 58 anni presidente del Consiglio. Ora è un po’ presto: ne ho 49″. C’è poco da ridere.

Non è il caso di scomodare il grande artista medioevale Ambrogio Lorenzetti e le sue inarrivabili allegorie pittoriche del “buono e cattivo governo”, ma neanche gettarsi a capofitto nella peggiore delle visioni politiche locali e nazionali del prossimo futuro. Concludo ricordando una cosa risibile: per partecipare al bando per fare il bidello di una scuola è richiesta una fedina penale e requisiti morali inattaccabili mentre facendo una carrellata sui social anche meno “impegnati” si potrà avere una panoramica sul “Coronastatus”. Sarebbe interessante sapere in anticipo se i catanesi siano disponibili ad avere un bidello a scuola dei propri figli o un amministratore del proprio condominio con il “pedigree” di questo folkloristico personaggio in odore di assessorato (agone elettorale permettendo).

 

(16 aprile 2023)

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