Elezioni, Gaynet: “Destra non rappresenta Paese reale, reagire nella società e nelle piazze

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di Paolo M. Minciotti

“Astensionismo record ed errori nel fronte progressista hanno spianato la strada a Meloni, ma la destra non rappresenta maggioranza nel Paese”. Lo scrive Rosario Coco, Presidente di Gaynet, in una nota stampa inviata in redazione dopo la conclusione dello spoglio delle schede elettorali a fronte del risultato di Meloni, vittoriosa.

“Avremo il parlamento più a destra della storia repubblicana”, continua Coco “ma anche il più lontano dal Paese reale, eletto con l’affluenza più bassa di sempre e un sistema elettorale che non rappresenta il quadro politico multipolare. Il 36% della popolazione è rimasto a casa, il 10% in più del 2018. Meno di 1 persona su 3 tra le aventi diritto ha sostenuto il centrodestra, che si ritrova una maggioranza solida in entrambe le Camera grazie al premio di maggioranza e ai seggi ottenuti negli uninominali. Le forze progressiste – prosegue – hanno pagano aspramente divisioni e tentativi di alleanze confusi, spesso disconnessi dalle culture politiche e delle esigenze della popolazione più debole, insieme a una collezione di risultati deludenti negli ultimi due governi: l’incapacità di modificare la legge elettorale, l’assenza di una legge per il voto dei fuori sede, una stagione conclusasi con il fallimento di Legge Zan, Ius Scholae, legalizzazione Cannabis, e legge sul fine Vita. Meloni raccoglie i frutti di anni di lavoro pluriennale nei territori, supportato dalle  relazioni con le estreme destre statunitensi e di tutta Europa. Oggi si apprestano a governare coloro che ignorano la diversità delle famiglie italiane, che promuovono il cimitero dei feti, che paragonano omosessualità e pedofilia, che sbattono gli stupri sui social network, che applaudono alla violenza omotransfobica in Parlamento, che vorrebbero strappare i figli alle famiglie omogenitoriali. È una destra profondamente antieuropea e fuori dal tempo e il flop della Lega al 9% mostra che il sovranismo di governo è stato giudicato severamente alla prova delle urne. Gaynet – conclude la nota – insieme alla società civile e alle associazioni LGBT+ è pronta a una mobilitazione per difendere i diritti di chi è più debole e far emergere tutte le contraddizioni del nascente governo, per contrastare ogni genere di deriva verso le politiche di Orban, Putin e dei conservatori americani”.

 

(26 settembre 2022)

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