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Il diritto alla vita
di Manuel Pirino Spesso penso all’Italia e alla mia Sardegna. Lo faccio da emigrato, da uomo che ha... →
Il presidente del Consiglio Conte e il ministro degli esteri Di Maio hanno annullato in mattinata tutti gli impegni e sono volati in Libia essendo imminente la liberazione dei 17 pescatori illegalmente detenuti in Libia e solo un governo schiavo delle vanità come questo poteva riuscire, nei toni, a trasformare l’operazione in un’occasione mondana. Un po’ meno trionfalismo, anche nei toni, sarebbe utile. Oltre che gradito. Ma bisogna ringraziare per essere riusciti in un’operazione non semplice. E lo facciamo. Con sincerità.
I diciassette pescatori sono stati liberati dopo 109 giorni di prigionia, regolarmente scanditi giorno dopo giorno dallo speaker di una nota trasmissione mattutina di un conosciuto network nazionale, il quale rischia ora di non sapere più come aprire il programma.
I pescatori sono ritornati sui loro pescherecci e sono in procinto di rientrare in Italia.
Riforma elettorale, si sono “chiusi dentro”. E allontanato la democrazia dai territori
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(17 dicembre 2020)
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