Per fortuna che c’è Sallusti che dall’ammiraglia dei berluscones racconta il referendum a modo suo. Dagli schermi della trasmissione che racconta un po’ di tutto dal suo peculiare punto di vista e poi si occupa di Garlasco iniziando tutti i giorni con lo slogan “Ci sono grandi novità su Garlasco”, il portavoce del Comitato del Sì che non si è fatto mancare nulla dice in soldoni che la gente non ha votato contro la riforma, ma contro il governo e che la causa è dei rincari, della guerra nel Golfo, delle bollette e non di una riforma sbagliata nella forma, a volere concedere una certa giustezza della sostanza. Ma di chi è la responsabilità di calmierare i prezzo quando succedono eventi che sconvolgono i mercati? Di chi vota o dei Governi?
Sallusti non scende troppo in particolari, ché la propaganda non ha bisogno di approfondimenti, e continua nel solco di una comunicazione spericolata nel suo de inutilitate nascondimenti, che racconta quello che vuole nel totale disprezzo di un popolo che a farsi prendere in giro non ci sta più. Ne è testimonianza la città di Napoli che ha votato in massa e a schiacciante maggioranza per il no con il 75,49% degli aventi diritto a bocciare una riforma impresentabile, raccontata a braccio, che odorava di vendetta da lontano e che, soprattutto, non proponeva nessuna riforma reale che non fosse uno spericolato sorteggio di cui non si sapeva nulla né nella forma né nella sostanza. Gli toccherà buttare i decreti attuativi che erano già pronti nel cassetto se gli elettori ci fossero cascati e avrebbero, c’è da giurarci, regalato la sorpresina.
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Ora è colpa di chi ha votato No: la destra vendicativa ha oggi 15milioni e oltre di nuovi nemici da contrastare a suon di nuove promesse e nuove panzane mentre si crogiola nel racconto dei genuflessi a Meloni che raccontano un paese che non c’è, un governo che non ha fatto nulla di ciò che ha promesso, una presidente che ha promesso tutto e fatto tutto il contrario.
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(24 marzo 2026)
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